Tonino Negri ambasciatore della ceramica
da Lodi a Madrid

LA MOSTRA COLLETTIVA L’artista con due opere a Palacio de Abrantes da mercoledì al 14 novembre

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Un viaggio alle origini della ceramica del Belpaese. Ci sono anche due opere dello scultore lodigiano Tonino Negri, il cui stile inconfondibile fonde perizia tecnica, fantasia, sogno e poesia, nella mostra “Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana”, progetto promosso da AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica in scena da mercoledì fino al 14 novembre nei prestigiosi spazi del Palacio de Abrantes, sede dell’Istituto italiano di cultura di Madrid. Il progetto, curato da Viola Emaldi, affianca la mostra “La Grande Opera ceramica”, a cura di Enzo Biffi Gentili.

“Grand Tour” propone una lettura complementare del nostro patrimonio ceramico e prende spunto dalla celebre frase di Antoni Gaudí, «L’originalità consiste nel tornare all’Origine», scelta come chiave di lettura e come ideale omaggio alla Spagna. Anfore, brocche, fiasche, olle, pignatte, grolle e recipienti per l’acqua e per la conservazione e preparazione del cibo raccontano una cultura materiale fatta di ingegno e trasmissione dei saperi, forme essenziali, riconoscibili e profondamente radicate nella cultura materiale dei territori. Sono forme “disegnate dalle comunità” che costruiscono una geografia di archetipi che attraversa diverse regioni.

In tale contesto si inseriscono perfettamente le opere di Tonino Negri: un’arca, «l’archetipo per eccellenza, contenitore di energia vitale», e un “vaso fonte”, «omaggio all’acqua, elemento fondamentale per la vita». «Considerato che la mostra è realizzata all’interno dell’Associazione italiana Città della Ceramica, io rappresento in qualche modo Lodi – racconta Tonino Negri -. È un onore essere stato scelto ed essere presente in questa mostra e in questo luogo, un palazzo istituzionale molto importante». Le ricerche di Franco Bucci, Rosanna Bianchi Piccoli, Ignazio Casu, Nedda Guidi, Aldo Londi, Melkiorre Melis, Franco Pozzi, Alessio Tasca, Carlo Zauli, così come di note manifatture di eccellenza come Ceramiche Bitossi, Rometti, Bottega Gatti 1928 o la Manifattura Ceramica Mazzotti di Albissola, insieme a quelle di laboratori come Atelier Solelò, Amaaro, Arago Design, Claudi Carpenito, Pantoù, Walter Usai, Nicola Boccini, Nicola Renzi, Bhumi Design mostrano come l’archetipo possa trasformarsi in nuovo linguaggio artistico e progettuale. A questi si aggiungono artieri che presentano rielaborazioni scultoree di forme archetipiche come lo stesso Tonino Negri, Pol Polloniato, Francesco Ardini, Sandra Baruzzi, Karin Putsch-Grassi e un omaggio-oltraggio di Eduardo Alamaro a Pablo Picasso. «Portare “Grand Tour” nella sede dell’Istituto italiano di cultura di Madrid – spiega Nadia Carboni, direttrice dell’Associazione italiana Città della Ceramica – rappresenta un importante passo nel percorso di valorizzazione e internazionalizzazione della ceramica italiana, attraverso una nuova chiave curatoriale: non più soltanto una geografia delle diverse eccellenze territoriali, ma un racconto culturale unitario che mette in relazione identità, e capacità di innovare, mostrando come la tradizione possa continuare a generare nuovi linguaggi e reinterpretazioni contemporanee».

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