Un “cuore grande” dall’Alaska e una missione per ciascuno di noi

IL RACCONTO La giornalista del Cittadino Greta Boni ha scritto la storia di Nico per sensibilizzare sulla donazione di midollo osseo

La diagnosi arriva come un pugno improvviso in pieno volto. La vita si restringe a una parola sola, leucemia, e a un’attesa che sembra infinita mentre si cerca un donatore compatibile.

Una storia vissuta, purtroppo, da tante persone e che trova eco in Nico ricomincia da zero, un racconto che è insieme storia d’amore - per il prossimo, per la vita - e invito a guardare oltre il proprio orticello: diventare donatori di midollo osseo può cambiare un destino. L’autrice è la giornalista lodigiana Greta Boni, la nostra Greta, da anni firma del “Cittadino”; con lei l’artista Alan Zeni, che ha impreziosito l’opera con illustrazioni poetiche e luminose.

Il testo narra la vicenda di Nicoletta, otto anni, per tutti Nico, ricoverata in ospedale in attesa di un trapianto di midollo osseo. Nico sa solo che il donatore è un signore che arriva dall’Alaska, terra lontana e misteriosa. Dopo le dimissioni, la bambina, con l’aiuto dei medici, riesce a contattare quell’uomo senza nome e tra loro si crea un’amicizia che supera oceani e latitudini. «Nico ricomincia da zero nasce da un’esperienza personale - racconta Greta Boni -. Una persona a me molto cara si è trovata ad affrontare questa battaglia. Essere al suo fianco, di fronte alla diagnosi di leucemia, significa fare i conti con una disperazione e una paura che ti annientano. Poi capisci che hai solo una scelta: resistere. La ricerca di un donatore è stata la fase più difficile. Quasi non mi faceva dormire la notte». Il racconto ha preso forma con un unico obiettivo: «Fare in modo che, leggendo questa storia, qualcuno decida di iscriversi al registro dei donatori di midollo osseo. La compatibilità è rarissima, una su centomila».

Ci si può informare all’Admo, a livello locale o regionale; a Lodi è attiva anche l’associazione Amici di Serena. Basta avere tra i 18 e i 36 anni (si resta disponibili fino ai 55), godere di buona salute, ed essere disponibili a donare a chiunque, in Italia e all’estero.

L’uomo che arriva dall’Alaska si chiama Paul Heartgood, “Cuore grande” in italiano. «L’Alaska è uno dei miei sogni, una terra che mi piacerebbe tanto visitare. Ho scelto un posto lontano anche per dimostrare che il bene per il prossimo non ha confini», confida l’autrice, che nel testo ha inserito anche preziose citazioni musicali, «forse troppe – sorride -, ma non posso fare a meno della musica».

Fondamentale il contributo di Alan Zeni, vulcanico artista lodigiano: «Lo ringrazio di cuore. Ha dato subito la sua disponibilità. È un artista che mi piace molto, i suoi disegni sono pieni di creatività e dolcezza».

Il racconto, scritto tempo fa e condiviso solo di recente sui social, ha già lasciato il segno. «Una persona mi ha scritto che suo nipote è diventato donatore dopo aver letto la storia di Nico. Per me è stata la gioia più grande». È qui che la letteratura smette di essere soltanto parola e diventa gesto. Concreto: ognuno di noi può fare la differenza.

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