Invecchiamento, il “nodo” della Bassa Lodigiana
Lodi
In Italia, ogni cento abitanti, 22,4 hanno più di 65 anni. In Lombardia scendiamo a 22,1. In provincia di Lodi facciamo ancora meglio: ogni cento abitanti “solo” 21,9 hanno più di 65 anni. Eppure il dato del Lodigiano, che statisticamente è corretto, rischia di essere “bugiardo” se non lo leggiamo con attenzione. Perché nella Bassa, in particolare nei dieci comuni colpiti dalla prima ondata del Covid, ogni cento abitanti, ben 23,7 hanno più di 65 anni. E questo ci dice molto circa le politiche da mettere in campo a favore della popolazione, specialmente quella più anziana.
Bertonico è il comune messo peggio tra quelli esaminati, con 27,3 ultrasessantacinquenni ogni 100 abitanti. Seguono Maleo (27,1), Codogno (24,7) e Castiglione d’Adda (24,1)
I dati dei comuni
Vediamo i dati nel dettaglio. Bertonico è il comune messo peggio tra quelli esaminati, con 27,3 ultrasessantacinquenni ogni 100 abitanti. Seguono Maleo (27,1), Codogno (24,7), Castiglione d’Adda (24,1), Castelgerundo (23,5), San Fiorano (23,5), Casalpusterlengo (23,2), Somaglia (21,2), Terranova dei Passerini (19,9) e Fombio (18,1). Se si escludono gli ultimi tre comuni, tutti gli altri hanno un popolazione di ultrasessantacinquenni superiore alla media lodigiana.
L’accesso ai servizi sanitari
Il quadro è emerso sabato scorso a Codogno in occasione del convegno organizzato da «il Cittadino» dedicato ai cambiamenti del Lodigiano al quale ha dato il proprio contributo scientifico l’Università Bicocca. Sempre sabato è stata presentata una ricerca, realizzata da Bicocca e Fondazione Golgi Cenci, che si è concentrata proprio sugli anziani dei comuni poco fa citati. Non ha un grande valore statistico perché i numeri presi in esame sono bassi, ma ha importanza qualitativa perché sono stati ascoltati gli anziani in merito ai loro bisogni e ai loro problemi, soprattutto in relazione al mondo del digitale.
Ne traggo due spunti, da intersecare con i dati demografici. Il primo riguarda il tema sanitario. In un territorio, quello della Bassa Lodigiana, che è più vecchio rispetto alla media provinciale e che è costituito da paesi “sparsi”, non possiamo trascurare la necessità di portare i servizi in loco. E dunque non possiamo permetterci di garantire presidi di cura - specialmente quelli “leggeri” - solo a Codogno, Casalpusterlengo e Lodi. Questo però rappresenta un costo supplementare ed è un aspetto da considerare.
La seconda considerazione che è emersa dalla ricerca riguarda la facilità/difficoltà con la quale gli anziani si approcciano al digitale.
La democrazia digitale
La seconda considerazione che è emersa dalla ricerca riguarda la facilità/difficoltà con la quale gli anziani si approcciano al digitale. Sempre più spesso per prenotare una visita medica, un servizio pubblico, addirittura per parlare con un dottore, occorre ricorrere a una App. Certamente i tempi si accorciano. Ma siamo sicuri che tutti siano in grado di usare queste tecnologie? Il rischio, infatti, è che una parte della popolazione resti esclusa dall’accesso ai servizi: specie - come è emerso sabato pomeriggio con chiarezza - i più anziani e i meno istruiti, quelli che vivono soli e non hanno una rete familiare o sociale che li possa aiutare. È accettabile tutto ciò?
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