Niente foto fatte con l’AI sulle pagine del «Cittadino»
Lodi
Lunedì sera abbiamo accompagnato un gruppo di abbonati al «Cittadino» a visitare alcune mostre del Festival della fotografia etica di Lodi. Si tratta di un’iniziativa che proponiamo da qualche anno, che riscuote consensi crescenti e di cui siamo grati ad Alberto Prina, il direttore del Festival, che si presta sempre a fare da guida ai nostri gruppi con grande competenza.
Visitare una mostra fotografica - e nel caso di Lodi in esposizione ci sono scatti di alcuni dei migliori fotografi documentaristi del mondo - permette di aprire gli occhi e la mente perché ci si trova davanti alla realtà, spesso cruda, senza filtri, disarmante e dunque capace di interrogarci ponendoci anche domande scomode o facendoci uscire dalla nostra zona di comfort.
La fotografia ci mette immediatamente di fronte alla verità, ce la sbatte in faccia senza tanti preamboli. E rappresenta un antidoto eccezionale al dilagare delle immagini realizzate con l’intelligenza artificiale. Immagini sempre più realistiche, capaci di trarre in inganno l’occhio meno attento. Immagini false che ogni giorno popolano i social network e Internet con rischi esponenziali per le nostre democrazie.
L’intelligenza artificiale è una risorsa ma rappresenta anche un pericolo enorme perché è controllata da poche persone ed è in grado di distogliere la realtà, orientare l’opinione pubblica e incidere sulla vita di tutti noi.
Per questo, nel nostro piccolo, abbiamo scelto di non pubblicare sul «Cittadino» immagini di cronaca realizzate con l’intelligenza artificiale. Preferiamo di gran lunga le immagini che ritraggono la realtà, anche se non sempre sono perfette. E d’altra parte spesso occorre cogliere l’attimo, catturare con un’immagine una notizia proprio quando questa si sta verificando. Creare la foto a posteriori sarebbe come falsare la realtà.
Ma c’è anche un altro motivo per cui abbiamo scelto di non usare le immagini create dall’AI per raccontare i fatti di cronaca. Se lo facessimo, ci sentiremmo in difetto con i nostri lettori, con quanti ogni giorno ci scelgono, ci acquistano, si abbonano, si registrano, permettono insomma all’informazione locale di esistere. Il patto con il lettore prevede il nostro impegno a raccontare la realtà, a verificare nel miglior modo possibile - e per quanto ci è possibile - quanto scriviamo e quanto raccontiamo. Il patto prevede anche che quando sbagliamo lo ammettiamo davanti ai lettori, pubblicamente.
Ecco, se proponessimo immagini create con l’intelligenza artificiale infrangeremmo quel patto, verremmo meno alla nostra parola, perderemmo di autorevolezza. La stessa che proviamo ad alimentare ogni giorno cercando di fare il nostro lavoro con scrupolo. E scrupolo significa anche non spacciare il falso per vero. Potrà dunque capitare, cari lettori, che vi troverete di fronte a una fotografia non perfetta, magari un poco mossa o sfuocata: lo è perché racconta la realtà e non è frutto di un artifizio. Crediamo abbia molto più valore di un insieme di “pixel di plastica”, perfetti, luccicanti, ma tremendamente falsi.
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