
Editoriali / Basso Lodigiano
Giovedì 20 Febbraio 2025
Ricordiamo in questi giorni la sofferenza della prova
CASTIGLIONE Sabato sera concerto commemorativo, domenica alle 11 la Messa per tutti i defunti del periodo del Covid
Castiglione d’Adda
La comunità parrocchiale di Castiglione d’Adda si appresta a celebrare la quinta giornata “Memorare”, cioè “Ricordati”, per l’inizio della pandemia. Lo farà con due momenti: un concerto commemorativo, sabato 22 febbraio, alle ore 21, in chiesa parrocchiale, offerto dal Coro Zefiro Ensemble Vocale di Vigevano, e la Santa Messa in suffragio dei defunti di quei mesi, che sarà celebrata domenica 23 febbraio alle ore 11. Qualcuno preferirebbe forse lasciar cadere nell’oblio quelle giornate silenziose e lugubri, nelle quali la sicurezza di poter risolvere quasi tutto in un modo o nell’altro era svanita dinanzi a un nemico invisibile e spietato. Il mondo, in un battibaleno, si era scoperto vulnerabile. La paura, i primi morti, la gente che cadeva in terra per strada svenuta (non è un’esagerazione, è successo realmente davanti alla porta della casa parrocchiale) e che veniva caricata su un’ambulanza, la quale sfrecciava poi verso non si sapeva quale ospedale, l’attesa angosciosa di notizie sui propri cari, l’incalzare del numero dei contagiati e dei morti, le prime sepolture e gradualmente l’incalzare delle successive…
Perché ricordare tutto questo e molto altro? Perché l’oblio è una malattia spirituale, che trancia il presente dal passato. L’oblio è come una malattia degenerativa, la quale ci impedisce di cogliere anche il senso del presente. Non per nulla nella Bibbia ricorre con insistenza il verbo: “Ricordati!”. E io voglio ricordare con la mia comunità la sorpresa, la paura, lo sconforto, il dolore, le lacrime, il lutto e il lamento, la pietas (per quanto era possibile) nei confronti dei deceduti, una solidarietà sconosciuta perché non frammentata in gesti occasionali, bensì continua, quasi obbligata dalle circostanze, un sentire comune che ci ha fatto percepire fortemente di essere una comunità proprio quando la comunità non poteva radunarsi. E in tutto questo il pensiero di Dio si era reso evidente, si è affacciato come fenditura luminosa in un muro oscuro di paura e di dolore; forse non il Dio pienamente rivelato dal suo figlio Gesù Cristo, ma pur sempre un Dio che rispondeva all’impellente bisogno di trascendenza, che è diventato l’ennesima prova che la creatura umana tende a Dio perché nella sua struttura interiore è religiosa.
Ricordo bene quella domenica mattina, la prima domenica seguita alla chiusura, quando, terminata la Messa, sono uscito sul sagrato portando il Ss. Sacramento, ossia la presenza reale di Dio, per dire alla mia gente: Egli è qui, rimane con noi, non ci ha abbandonato, non ci ha punito. Egli resta la nostra grande risorsa. Ho ben in mente come, uscito sul sagrato portando l’Eucaristia, una finestra di un’abitazione prospicente la chiesa parrocchiale si è spalancata e un’intera famiglia si è affacciata, come per dire: “Sì, accogliamo questo messaggio di speranza. Egli non ci abbandona”. Ricordiamo dunque in questi giorni la sofferenza della prova, il rinnovato ritorno a Dio, ma anche l’intreccio dei gesti minuti di vicinanza, di compassione, di aiuto, insieme a quelli eroici di coloro che si trovavano in prima linea, che hanno reso sopportabile quel tempo avvolto in un silenzio attonito.
La nostra comunità è stata la più provata nell’ambito del nostro territorio. La città di Codogno è diventata il simbolo della prima zona rossa, simbolo della resilienza, al punto di essere stata gratificata dalla visita del Presidente della Repubblica, ma Castiglione non è stata di meno. Dopo essere stata presentata (erroneamente), all’inizio di tutto, come il luogo da cui il contagio si era diffuso, è stata dimenticata dai mezzi di comunicazione. Ma non si è data per vinta: lontana dai riflettori, tenacemente ha messo in campo le sue energie spirituali e materiali ed è risorta, tanto da essere annoverata (forse pochi lo sanno), in uno studio dell’Università Cattolica (poi pubblicato e presentato presso l’Ateneo), tra le cinque parrocchie virtuose, sul territorio nazionale, nell’utilizzo dei social al tempo della pandemia.
Sono passati cinque anni da quei giorni, che cosa raccogliere per il presente e per il futuro?
In sintesi, tre aspetti: 1) la consapevolezza della fragilità del mondo e la necessità di prestare grande attenzione alla cura della casa comune in tutte le sue dimensioni; 2) il rinnovato appello a non scacciare Dio dall’orizzonte del vivere perché, come dice la Scrittura, “è lui la tua vita e la tua longevità” (Dt 30,19): la dimenticanza di Dio rende la vita dell’uomo innaturale; 3) il riconoscersi necessari gli uni agli altri, vivendo una fraternità reale, che, senza appiattimenti e senza omologare le differenze, ci aiuti davvero a essere risorsa vicendevole.
*Parroco di Castiglione d’Adda dal 2015
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