
Dal diario di un pendolare lodigiano (o dell’impossibilità di essere buoni)
Il racconto Ecco uno degli articoli usciti per «el Paginon» di dicembre,il prossimo numero del nostro inserto di cultura e varia umanità sarà in edicola il 15 aprile
Lodi
Natale a Trenordlandia
Pensieri dal Diario dell’Avvento di un pendolare lodigiano (o Dell’impossibilità di essere buoni).
Sarà la suggestione subliminale delle luci di Natale, ma temo d’essermi rammollito. Stamattina mentre toglievo labbborza dal sedile, mi è sfuggito un sorriso al tris di Melegnanesi bramosi di occupare la zona.
Amici del diretto delle 7.29 da Bologna per Centrale: lebbborze sui sedili quando saliamo noi a Lodi, solo se siete Sinner con le racchette e gli asciugamani ricamati di mamma Siglinde.
Studentessa gentile, che mi hai visto in dormiveglia sul passante: sei davvero MOLTO gentile ad avvisarmi che fra poco arriviamo a Lodi, nell’implicito timore che io resti qui accasciato e riparta verso Milano. CON CHI CREDI DI AVERE A CHE FARE? Stasera ti ho ringraziato, e finanche sorriso. Ma NON FARLO MAI PIÙ.
Come pendolare anziano ma scattante, sempre in ritardo nella rincorsa del primotrenoutile, ho il problema dei passeggerilentoni. Utenti occasionali e spaesati, ti rallentano lo scatto vincente. E sotto Natale, carichi di borse e pacchetti, sono ancora più lenti e LARGHI IL DOPPIO, ostruendo ogni possibile passaggio e vanificando gli atletici guizzi di noi performer livello Pro.
Stamattina a un tizio sono caduti gli auricolari Bluetooth vicino ai miei piedi, ma io non li ho calpestati. E anche oggi con le buone azioni sono a posto.
Natale o non Natale, se mi siedo davanti a te devi scavallare le gambe. E anche in fretta.
Oggi ho accumulato nelle ossa talmente tanto freddobastardo, che adesso mi giro verso la tipa IN CANOTTIERA nella fila di fianco e le dico: “SI COPRA, SCOSTUMATA!”
Stamattina tutti i diretti per Milano avevano ritardi intorno ai 60 minuti. A un certo punto ne è arrivato uno, ma il vero Miracolo di Natale è stata la presenza del rarissimo Capotreno Bravo Ragazzo. Data la situazione di estrema incertezza sull’arrivo dei treni seguenti, non solo ha aspettato che salissero tutte le centinaia di persone già presenti sul binario, ma ne ha fatte salire altre decine arrivate nel frattempo. Quando il treno si è saturato e si è sentito in pace con la coscienza siamo partiti. Poi dopo aver spiegato dettagliatamente la situazione del guasto, si è diretto verso la testa del treno. Ma dopo due minuti, ha annunciato agli altoparlanti che il primo vagone era semivuoto, per cui chi era in piedi poteva andare a sedersi lì. E si è scusato del disagio. Di fronte a un simile inusitato atteggiamento di attenzione verso gli utenti, alcune donne anziane si sono commosse, una studentessa è svenuta e un paio di persone hanno deciso di scendere al capolinea per festeggiare con un prosecchino. Tutti gli altri si sono collegati sull’app di Trenord e hanno pagato una seconda volta l’abbonamento di dicembre.
Amori Fortissimi e Dove Trovarli: a Trenordlandia, ovviamente. (Durante lo scatto di questa suggestiva immagine è stato moderatamente maltrattato un tossico, che si era fermato per chiedere l’euro, impallando l’inquadratura... d’altra parte Natale è quasi passato, e siamo già fissi in modalità #mispiacenonhoniente).
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