Sciopero dei giornalisti italiani, il comunicato del sindacato nazionale. «Il Cittadino» sarà in edicola anche sabato 28 marzo
La vertenza nazionale per il rinnovo del contratto
Per venerdì 27 marzo è stato proclamato un giorno di sciopero a livello nazionale dalla Fnsi, il sindacato dei giornalisti, per il rinnovo del contratto di categoria (ne diamo conto qui sotto pubblicando il comunicato del Cdr).
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Nel rispetto del patto di fiducia con i nostri lettori e alla luce degli importanti avvenimenti programmati nella giornata di venerdì 27 marzo sul territorio lodigiano, con l’annunciato arrivo del ministro dell’Interno, «il Cittadino» sabato 28 marzo sarà regolarmente in edicola.
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Di seguito il comunicato della Federazione Nazionale della Stampa che proclama gli scioperi e la manifestazione nazionale di categoria. “Nell’ambito della vertenza per il rinnovo contrattuale, che si protrae ormai da due anni, la Federazione nazionale della Stampa italiana ha proclamato altre due giornate di sciopero unitario: venerdì 27 marzo e giovedì 16 aprile 2026 (questa seconda data potrebbe subire spostamenti per consentire a tutti i colleghi, anche quelli della Rai, di aderire alla protesta). Il primo aprile, esattamente dieci anni dopo la scadenza dell’ultimo contratto, la Fnsi convoca anche una manifestazione nazionale a Torino: iniziativa che vuole unire sia i temi del rinnovo contrattuale, sia la crisi che riguarda le testate del Gruppo Gedi La Stampa e Repubblica (oltre alle radio e all’online), per le quali sono in corso svendite, più che cessioni, da parte dell’editore Elkann. Il sindacato rifiuta le risposte della Fieg sul rinnovo contrattuale. La Fnsi lotta per mantenere le tutele per i giornalisti e per il futuro dell’informazione e non si può accontentare di risposte algebriche e miopi che stanno riducendo l’informazione stessa ad un terreno incolto per l’intelligenza artificiale e lo sfruttamento di manodopera intellettuale. Gli editori continuano a prendere finanziamenti, eppure senza riuscire a immaginare un futuro per l’informazione e i suoi lavoratori, che siano dipendenti o collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori autonomi. Viviamo il grande paradosso di una società che consuma informazione e di editori che bruciano chi fa informazione”.
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