
Lettere al Direttore / Basso Lodigiano
Martedì 18 Marzo 2025
Codogno: «Caro Sergio, sono onorato di aver suonato per te»
5 ANNI FA La morte di Sergio Bassi a 69 anni in ospedale
Codogno
Caro Sergio, erano le 8 di sera quel terribile 16 marzo di cinque anni fa, quando lo squillo del telefono col nome di tuo figlio mi aveva raggelato, sapendoti ricoverato in ospedale. “Sergio è morto”. Ho appreso così che Te ne eri andato, senza nemmeno averti potuto salutare, in quel brutto periodo in cui la gente continuava a perdere la propria vita all’ospedale, senza allora nessuna spiegazione. Sono scoppiato in lacrime: non si è mai preparati ad un dolore tanto violento che lacera il cuore, come quello della perdita di una persona cara o un Amico con cui si trascorrono molti anni di vita . Ho perso un grande Amico e Fratello. Il tuo spirito d’artista pervade sempre la mia mente, è nei ricordi e nelle emozioni che provo ascoltando e suonando le tue canzoni. Sono orgogliosamente onorato di aver suonato con te, Sergio, soprannominato “IL MENESTRELLO DELLA BASSA” da tanti amici. Sei stato l’amante di questa tua, nostra terra e con le tue canzoni hai esaltato il grande Fiume PO, la Pianura, i personaggi a te vicini e quelli più caratteristici della nostra zona. Hai cantato poesie sulla tua giovinezza, di quando eri bambino dai tuoi nonni nella Frazione di Reghinera, in quel grande cortile dove regnava l’armonia delle favole.
Hai cantato la nebbia della Pianura Padana. Torino, Cremona, Piacenza sono diventate persino più famose cantate da te! Sapevi unire il sacro al profano. La vita nei campi era poesia nelle tue canzoni capaci di descrivere persino il respiro, quel “soffio di vento (del Nord)” della nostra Bassa. Ricordo le lunghe conversazioni tra noi della Padus River Band, quando tra una registrazione e l’altra dei tuoi meravigliosi dischi, ci fermavamo per mangiare un panino con il gutturnio che non doveva mai mancare sulla tavola. Lavoravamo con l’ immenso piacere di saperci tutti insieme a raccontare un pezzo della nostra storia. È grande il vuoto che hai lasciato nelle persone che ti hanno amato e stimato per il tuo originale modo di pensare la vita. Per questo ho voluto scriverti questa lettera, voglio che a Codogno la tua memoria non si perda, che la gente della Bassa Padana da te tanto amata da cantarne le storie, non ti dimentichi e continui ad ascoltare la tua voce con la “R” codognina, simile a quella di Guccini, accompagnata dalla tua inseparabile chitarra. Come mi manca suonare con te! Quando comincio a suonare una tua canzone ti vedo davanti a me, il mio frontman imponente, di spalle rispetto alla mia visuale da bassista sul palco. Non vedo il tuo volto ma sento la tua grande anima. Ti sento… Eppure mi Manchi!
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