«Il nuovo impianto fotovoltaico di San Fiorano minerebbe la nostra attrattività»

La lettera di Giuseppe Zambarbieri, presidente de Il Quadriportico

San Fiorano

Egr. Direttore

Mi permetto di scriverle come presidente dell’Associazione Culturale Il Quadriportico per portare all’attenzione dell’opinione pubblica un problema che riguarda la comunità di San Fiorano dove operiamo. Noi de Il Quadriportico siamo a fianco del sindaco Ghidelli e di tutta la cittadinanza nell’opporci fermamente al progetto della società EUSOLAR di installazione di un impianto fotovoltaico di oltre 40MW in un’area di ca 100.000 mq contigua al centro abitato per una serie di ragioni.

Generalmente l’installazione di un impianto di questo genere è considerata edilizia libera, ma fanno eccezione i casi in cui i lavori sono svolti all’interno di centri storici, aree protette o zone di particolare interesse pubblico secondo quanto stabilito dal D. Lgs. 42/2004.19 dic. 2024.

E noi pensiamo che San Fiorano cada fra le eccezioni. Questo piccolo comune lodigiano costituisce infatti a nostro avviso una zona di particolare interesse pubblico. È innanzitutto uno dei pochi comuni della provincia di Lodi a godere di un significativo e costante incremento della popolazione residente. In anni che vedono purtroppo una tendenza demografica negativa per la maggior parte delle comunità, San Fiorano continua ad attrarre nuove famiglie e a prosperare grazie ad una attenzione, consolidata negli anni, ai servizi offerti alla popolazione, ad una attenta pianificazione dell’edilizia urbana e delle aree residenziali, all’impegno dei cittadini nella salvaguardia del ricco patrimonio storico, artistico, culturale ed ambientale (Il Quadriportico ha proprio questo come missione).

Se consideriamo che nel territorio comunale è già attivo da parecchi anni un impianto fotovoltaico su una superficie di 40.000 mq, installare un ulteriore impianto su una superficie di 100.000 mq finirebbe per coprire di pannelli ca il 2% dell’intero comune. Non solo, mentre i primi 40.000 mq già coperti sono stati installati parecchia anni fa in una zona lontana dal centro abitato, di scarso passaggio e quindi pressoché “invisibile” al pubblico, questo nuovo impianto sarebbe posizionato in prossimità del centro abitato, praticamente a ridosso del confine con il terreno coltivato da una importante azienda florovivaistica, del tutto visibile dalla strada di collegamento con Santo Stefano, nonché in contiguità con quella che nel Piano Regolatore è prevista come nuova area residenziale di 15.000 mq.

Inoltre, l’ingresso in San Fiorano da questa via d’accesso si presenta oggi particolarmente bello e suggestivo da un punto di vista paesaggistico. La strada è fiancheggiata da una ciclabile che in meno di tre chilometri si collega direttamente con il Percorso Ciclabile di Interesse Regionale lungo il fiume Po (PCIR 8). Provenendo da Santo Stefano si osservano all’orizzonte da una parte i maestosi alberi coltivati nel podere summenzionato e dall’altra un complesso di edilizia dei primi novecento in stile neogotico di notevole interesse architettonico.

Un progetto come quella prospettato verrebbe a trasformare letteralmente questo tratto di paesaggio distruggendone le caratteristiche che lo rendono così attrattivo, effettuando una operazione eco-mostruosa che dimostrerebbe di fatto nessuna attenzione al territorio e alla gente che vi abita.

Nascondendosi dietro l’apparenza di un progetto ecologico e di transizione energetica, un intervento così invasivo non potrà che avere un impatto ambientale, paesaggistico ed economico assolutamente negativo su San Fiorano allineandone il destino a quello della maggioranza degli altri comuni lodigiani che si stanno poco a poco spopolando, invertendo cioè l’attuale trend demografico positivo e distruggendo di fatto tutto il lavoro, la cura e l’attenzione prestata nel corso degli anni dalle amministrazioni comunali nel mantenere per questo territorio le caratteristiche peculiari che lo rendono giustamente un piccolo gioiello.

Il territorio comunale è infatti uno degli ultimi polmoni verdi, caratterizzato dalla presenza di diversi poderi oltre a quello sopra citato (caso unico in tutto il Lodigiano) che costituiscono un patrimonio economicamente importante per l’area, portando avanti con successo una idea plurisecolare per San Fiorano di attenzione all’ambiente e alla innovazione florovivaistica, idea che ha radici storiche nel comune, dal XVI secolo con i Pallavicino Trivulzio per proseguire nel XIX secolo con i Polenghi, gli Zignani ed altre famiglie di imprenditori florovivaisti ancora oggi operanti sul territorio.

Inoltre, a San Fiorano c’è un chiaro impegno dichiarato in più sedi ed occasioni da parte dell’amministrazione comunale e di associazioni quali Il Quadriportico (testimoniato da una serie nutrita di progetti attivati negli ultimi anni) per la salvaguardia e la valorizzazione del rilevante patrimonio culturale e ambientale.

L’impianto fotovoltaico oltre ad alterare significativamente il paesaggio, cancellando i valori ambientali radicati in questa comunità, si porrebbe come elemento estremamente negativo, oltre che per i cittadini attuali e potenziali, per le imprese della zona che risulterebbero disincentivate a restarvi, impoverendone l’economia.

Risulterebbero infine mortificati gli sforzi e l’impegno dell’amministrazione coadiuvata da associazioni come la nostra in iniziative che si propongono di salvaguardare il patrimonio comunale portando alcuni importanti asset locali all’attenzione della comunità scientifica (vedi l’esempio recente dell’Archivio Storico Pallavicino Trivulzio Belgiojoso) o incentivando il turismo culturale per il costante impegno nella salvaguardia dei monumenti presenti sul territorio.

Giuseppe Zambarbieri – Presidente de Il Quadriportico

San Fiorano

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