«Ceuta: la differenza tra governare e fare propaganda»
«Il governo italiano, con in testa la premier Giorgia Meloni, utilizza quanto accaduto per rilanciare allarmi isterici e ingiustificati, propone soluzioni irrealizzabili a problemi inesistenti. Sarà un caso se negli ultimi 6 anni il PIL spagnolo è cresciuto del 10, 7% contro il 7% di quello italiano, se le previsioni del 2026 sono di una crescita del 2% in Spagna contro lo 0,6/0,8 in Italia?»
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Le vicende che hanno coinvolto Ceuta nell’ultimo fine settimana fanno emergere con chiarezza la differenza che passa tra governare e fare propaganda. Nella giornata dello scorso venerdì decine di migliaia di giovani marocchini e di altre nazioni africane hanno attraversato in massa la frontiera con la Spagna, tollerati se non spinti in questa azione dal governo di Rabat. Il governo spagnolo, guidato dal suo premier Sanchez, ha subito preso le misure necessarie per affrontare la crisi in corso, bloccando qualunque partenza da Ceuta verso la Spagna, inviando sul posto esercito, polizia e soccorsi per affrontare l’emergenza, respingendo immediatamente ogni speculazione politica su quanto stava accadendo. Entro 24 ore la situazione era risolta e decine di migliaia di persone tornavano in Marocco, lasciando purtroppo dietro di loro 84 morti.
Nello stesso tempo, il governo Italiano guidato da Meloni, si lasciava andare a reazioni isteriche e ingiustificate, sospendendo senza motivazione logica il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone alla frontiera, accusando a caso il governo spagnolo di mettere a rischio la sicurezza europea con la sua politica sull’immigrazione, alzando il livello di allarme nel nostro paese e in Europa per pura speculazione politica. Due modi diversi di affrontare la realtà: il premier spagnolo con il suo governo interviene con decisione e risolve i problemi, difendendo contemporaneamente la sua politica sull’immigrazione e sull’integrazione, la sovranità del suo paese, le regole che gestiscono l’ingresso in Spagna di lavoratori e lavoratrici stranieri, conscio del fatto che al suo paese servono decine di migliaia di lavoratori ogni anno.
Il governo italiano con in testa la premier utilizza quanto accaduto per rilanciare la sua propaganda basata sulla paura, lancia allarmi isterici e ingiustificati, propone soluzioni irrealizzabili a problemi inesistenti. Sarà un caso se negli ultimi 6 anni il PIL spagnolo è cresciuto del 10, 7% contro il 7% di quello italiano, se le previsioni del 2026 sono di una crescita del 2% in Spagna contro lo 0,6/0,8 in Italia?
O se secondo Frontex nel 2026 ci sono stati 14.340 ingressi irregolari in Italia, a fronte dei 7860 in Spagna, e ben 9275 espulsioni di cittadini stranieri irregolari in Spagna contro le 4658 in Italia? E come mai i salari in Spagna crescono del 4% rispetto al periodo pre covid e da noi scendono del’8%?. Da una parte, quella spagnola, si governa leggendo la realtà, studiando i problemi e cercando le soluzioni concrete mentre dall’altra parte, quella italiana si fa propaganda, si strumentalizzano ideologicamente le questioni emergenti speculando sulle paure popolari, e si ignorano i problemi reali, inventando soluzioni di corto respiro e senza prospettive.
Un’ ultima annotazione, in Italia tutte le leggi sull’immigrazione sono state fatte dalla destra, con i risultati che abbiamo tutti e tutte sotto gli occhi: non è ora di cambiarle? Noi non ci rassegniamo ad una politica urlata, fatta di paure, nemici, barriere da alzare e diritti da modulare a seconda delle convenienze, delle appartenenze, delle provenienze, e continueremo a resistere a questa deriva securitaria ed inutile, proponendo una politica capace di costruire proposte ed azioni concrete partendo dai problemi esistenti, dai dati reali, dalle prospettive future. Perché siamo sicuri che il futuro si costruisce sulla partecipazione, il ragionamento, lo studio e la proposta, e perché sappiamo che, alla fine, la resistenza vince. Ce lo ha insegnato quella storia che sembra proprio non insegnare più nulla a troppe persone.
Lodi Comune solidale
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