Le donne in carriera e il dovere di “osare”

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Lo aspettavamo. Ne abbiamo letto alcuni stralci sul web, abbiamo seguito il dibattito (infuocato, specie in America), abbiamo riflettuto sulle ricadute politiche in Italia. E ora che il libro di Sheryl Sandberg è fresco di stampa per Mondadori siamo in attesa di capire se qualche donna italiana (politica o manager, fa lo stesso) ha la forza di rispondere alle considerazioni dell’amministratore delegato di Facebook, la quarta donna più influente al mondo secondo «Forbes». Il saggio, con corpose note a piè di pagina, è un’analisi impietosa sul ruolo delle donne in azienda. Impietosa anche per le donne. Troppe volte, dice Sandberg, ci tiriamo indietro. Troppe volte non riusciamo a fare lobby. Troppe volte sentiamo di non meritarci un successo. Troppe volte usiamo “la famiglia” come una scusa per non osare. La conciliazione costa sacrificio, ma è possibile. Quote rosa? Meritocrazia? Strumenti necessari, ma la prima cosa che deve cambiare è la cultura delle pari opportunità, a casa e fuori: nella testa degli uomini, ma anche in quella delle donne.

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