Virginia Woolf rivive in un nuovo“pastiche”

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Settant’anni fa, la scrittrice Virginia Woolf decise di togliersi la vita lasciandosi annegare in uno stagno vicino alla sua casa nel Sussex. I suoi romanzi e il Bloomsbury Set sono rimasti un caposaldo della cultura britannica ed europea. Ma Virginia Woolf fu anche “personaggio” al pari delle sue eroine di carta, grazie ad una vita avventurosa e anticonformista: per questo il romanzo di Stephanie Barron, un “pastiche” letterario che ha per protagonisti amici e familiari della scrittrice e che inizia all’indomani dal suo suicidio, è particolarmente riuscito. Dall’autrice che ha trasformato con talento Jane Austen in un’eroina da romanzo, un’altra storia dal sapore patinato ma godibilissimo, a dimostrazione che il “pastiche” è un genere che non passa mai di moda e che vede le autrici americane in prima fila (anche nelle vendite).

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S. BARRON Virginia Woolf e il giardino bianco, Tea, Milano 2011, pp. 288, 12 euro

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