Allarme over 85 e caldo, il pronto soccorso: «È il periodo in cui vediamo più pazienti morire»

L’EMERGENZA In Italia quest’anno i decessi sono aumentati dell’8 per cento.

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«Anche noi abbiamo visto pazienti morire per il caldo». È troppo presto per avere dei numeri locali sui decessi causati dal clima torrido dell’estate 2026, la percezione degli specialisti lodigiani però è netta e concreta.

A luglio, in Italia, gli over 85enni morti per il cado sono aumentati dell’8%, mentre in Germania nell’estate 2026 sono già decedute 14mila persone. La strage degli over 85 è confermata dai dati del ministero della salute.

«Sicuramente - annota il dottor Piero Ferrari, aiuto primario del pronto soccorso di Lodi - è il periodo, escluso il Covid, ovviamente, in cui abbiamo visto più anziani morire». Nell’agosto del 2003, in provincia di Lodi, si erano registrati 10 giorni di fila con la temperatura a 40 gradi e l’Asl aveva avviato un’indagine epidemiologica sul fenomeno. «Mi ricordo bene - commenta il dottor Ferrari che lavora in pronto soccorso, a Lodi, dal ’99 -; oggi però, rispetto ad allora, gli alert sono maggiori, c’è più sensibilizzazione da parte di tutti. Gli anziani però vivono senza l’aria condizionata, bevono poco e assumono terapie che comportano la disidratazione. L’età e il caldo hanno un andamento unidirezionale. Tutti i pronto soccorso stanno monitorando questo andamento. Ho visto anziani arrivare in pronto soccorso con infezioni alle vie urinarie e polmonari. I dati emergeranno sicuramente e verranno studiati. Per noi significa essere pronti con un’organizzazione diversa e disponibilità di posti letto». Il dottor Ferrari però ci tiene a sottolineare la differenza tra i colpi di calore e la patologia da caldo. «I primi - spiega - coinvolgono anche i giovani, che magari restano esposti al sole a picco per diverse ore. Sono forme acute, nella maggior parte reversibili, anche se non mancano i decessi; nel Lodigiano, infatti, quest’anno, sono finiti nelle pagine di cronaca due o tre decessi. Le patologie da caldo, invece, coinvolgono i pazienti cronici e anziani, i più fragili, che si disidratano, si scompensano e possono anche andare incontro alla morte. Quest’estate sicuramente sarà verificato un aumento della mortalità. È un periodo in cui ho visto più persone morire».

«Nei periodi di gran caldo - aggiunge il direttore sanitario dell’Asst Giovanni Monza - c’è un peggioramento delle condizioni dei pazienti con uno scompenso cardiaco o respiratorio e si registra un incremento della mortalità».

Il medico di base Marco Ferrari ha un suo elenco di 15 pazienti over 85: ogni settimana, anche più volte nell’arco dei 7 giorni, suona il campanello di casa e va a vedere come stanno. «Ne ho alcuni di 85 anni, uno di 92, un altro di 97 e molti di 90 anni - spiega il dottore -. Entro in casa e li trovo con il condizionatore spento e le finestre aperte. L’altro giorno ho dato una sgridata a due di questi, ho chiamato anche i figli che mi hanno ringraziato. L’altro giorno c’erano 6 o 7 persone che aspettavano la corrierina. Dico sempre che non devono uscire. A molti ho abbassato la pastiglia della pressione. Alcuni ricevono la visita dell’infermiere della casa di comunità che fa la valutazione e poi mi contatta».

Anche il geriatra di Lodi Marco Ferri combatte la sua battaglia per l’aria condizionata nelle case e anche per il tipo di acqua da bere. «Avendo molto ridotto lo stimolo della fame e della sete - spiega lo specialista -, gli anziani si disidratano, vanno incontro a variazioni elettrolitiche, del sodio, del potassio e del calcio. Tendono più facilmente ad avere problemi di tipo sistemico, cardiaco, dello stato di coscienza. Arrivano quasi tutti in pronto soccorso con l’indicazione del peggioramento dello stato generale, alcuni anche in coma. Un altro tema che mi piace sottolineare è quello dell’idratazione: è molto importante bere, ma non in eccesso, ovvero non oltre il litro a mezzo al giorno, e neanche troppo poco; è molto importante poi che l’acqua che beviamo sia oligominerale o acqua del rubinetto. Se si beve l’acqua iposodica, l’acqua che elimina l’acqua, si va in iposodiemia severa e si rischia di morire. Vediamo frequentemente casi di questo tipo in ospedale, arrivano con il sodio basso nel sangue. Dicono: “Io bevo molto”, ma quando chiedi che acqua bevono scopri che è iposodica. La pressione si abbassa tantissimo e finiscono in ospedale in coma».n

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