Area Elecos, futuro incerto per i capannoni di via II Giugno
CASTIGLIONE I residenti attendono la fine dell’inchiesta su possibili sversamenti
Lettura 1 min.All’angolo di via II Giugno, dove un tempo molti castiglionesi avevano trovato un impiego, la situazione è sempre la stessa. Attorno alla Elecos - azienda finita al centro delle cronache per possibili sversamenti e su cui la Procura della Repubblica di Lodi ha aperto un fascicolo due anni fa -, i capannoni si trovano nello stesso stato in cui si trovavano al momento della chiusura del sito.
Il piazzale esterno in parte è stato ripulito, rispetto a mesi fa infatti alcuni bancali e rifiuti sono stati rimossi, ma su tutto il perimetro sono ancora visibili alcuni materiali di scarto che attendono uno spostamento definitivo.
Una vicenda, quella della bonifica del sito, che aveva assunto uno strascico legale, visto che inizialmente l’ordinanza di pulizia e ripristino dei luoghi allo stato di fatto emessa dal Comune era stata impugnata dalla proprietà portando ad un ricorso. Ora, ad una prima occhiata, un intervento sembra che sia stato effettuato.
I capannoni sono vuoti e il futuro del sito è completamente incerto, tra la popolazione rimane quel timore che si era diffuso dopo l’apertura del fascicolo di indagine (non ancora chiuso) per sversamenti pericolosi per l’ambiente, tramite un sistema scoperto dalla Guardia di finanza di Casalpusterlengo nel 2024.
Tra via II Giugno e via XXV Aprile sono tre i motivi di preoccupazione: il primo riguarda quanto ancora da rimuovere e ancora presente nel piazzale, il secondo invece riguarda l’inchiesta ambientale con veleni nella falda, mentre il terzo aspetto si concentra sul futuro del sito.
I capannoni abbandonati diventano ormai sempre più spesso punto di riparo per senzatetto, così come sito prediletto dei malviventi che puntano ad appropriarsi di ciò che potrebbe avere ancora valore sul mercato. n
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