Banda dei bancomat, Sant’Angelo quartier generale, via agli interrogatori e le indagini non si fermano
DOPO IL BLITZ AL PILOTA L’operazione dei carabinieri del Comando di Lodi ha interessato più punti della città, in corrispondenza delle abitazioni dei sospetti cui i militari stanno dando la caccia
I tre componenti della “banda dei bancomat” rimangono in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si terranno domani, o al più tardi giovedì 12 febbraio, gli interrogatori del trio finito in manette e accompagnato alla casa circondariale di Lodi nella mattinata di lunedì a Sant’Angelo Lodigiano. Mentre gli inquirenti sono ancora al lavoro compiendo tutti i dovuti accertamenti sugli altri due indagati, i tre in carcere assistiti dai rispettivi avvocati sono chiamati a fornire tutte le spiegazioni del caso dietro l’ondata di esplosioni agli sportelli bancari e postali degli ultimi sei mesi.
Anche se la paternità degli assalti non è al momento ancora totalmente ascrivibile al gruppo, l’esecuzione dell’ordinanza di carcerazione emessa dal Gip del Tribunale di Lodi su richiesta della Procura della Repubblica non chiude di fatto l’attività di indagine che peraltro potrebbe anche ampliarsi, sono pochi i dubbi che la mano sia appunto sempre stata quella della banda.
Intanto a Sant’Angelo circolava da tempo una voce detta a mezza bocca nei bar e in piazza secondo cui la banda dei bancomat avesse base in città. Illazione che strappava il sorriso ai più, ma che alla fine si è rivelata tremendamente esatta. L’operazione dei carabinieri del Comando di Lodi di lunedì mattina ha avuto epicentro al quartiere Pilota, ma ha interessato più punti della città, in corrispondenza delle abitazioni dei sospetti cui i militari stanno dando la caccia. Infatti, complessivamente gli indagati sono otto, cinque dei quali già oggetto di misure cautelari personali, tre eseguite con la detenzione al carcere di Lodi, due invece non trovati.
Due pagine di approfondimento e retroscena sul “Cittadino” di mercoledì 11 febbraio
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