Caro nidi, il Comune contesta i dati Uil: «Bisogna differenziare tra offerta pubblica e privata»

SERVIZI La replica della vicesindaca Laura Tagliaferri

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«Impreciso, confuso e con dati inesatti». Il Comune di Lodi rispedisce al mittente l’allarme sul “caro-nidi” lanciato dal sindacato Uil, che aveva dipinto il capoluogo come una delle città con tariffe superiori alla media regionale e nazionale. A fare chiarezza è la vicesindaca e assessore all’Istruzione, Laura Tagliaferri, numeri alla mano. La realtà, spiega il Broletto, è ben diversa dalle tariffe lorde citate dallo studio: per le famiglie lodigiane con Isee fino a 20mila euro l’asilo nido comunale è di fatto gratuito, mentre per la fascia tra i 20 e i 25mila euro si pagano solo poche decine di euro grazie all’intervento dei fondi regionali. A questo si somma il Bonus Inps, valido per tutti, che garantisce rimborsi da 136 a 327 euro mensili. L’errore del sindacato? «Non aver distinto tra offerta pubblica e privata, che hanno tariffe chiaramente diverse, e non aver calcolato l’esborso reale delle famiglie al netto delle agevolazioni», precisa Tagliaferri. Il Comune, ad ogni modo, non nega i costi fisiologicamente alti del servizio per chi si rivolge al mercato libero. Proprio per questo l’obiettivo è potenziare l’offerta pubblica. «Oggi a Lodi abbiamo 137 posti comunali, ma i numeri cresceranno a breve con il nuovo nido all’ex Fanciullezza realizzato con i fondi Pnrr - conclude la vicesindaca -. Lavoreremo per massimizzare i posti convenzionati, intercettando proprio le famiglie che non riescono ad accedere alle tariffe del privato».

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