Comunicato del Cdr

Oggi «il Cittadino» è probabilmente uno dei pochi quotidiani in edicola perché ieri era proclamata una giornata di sciopero di tutti i giornalisti. La giornata di sciopero è stata indetta per il mancato rinnovo del contratto nazionale, fermo al 2016. Nel comunicato della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, sindacato unitario dei giornalisti, i motivi sono ben spiegati: il giornalismo rimane presidio fondamentale per la vita democratica del Paese, ma la qualità dell’informazione si sta deteriorando. Lungi dall’investire nella trasformazione digitale del settore, davanti alla crisi dei media tradizionali gli editori hanno preferito tagliare il costo del lavoro. La riduzione degli organici delle redazioni e delle retribuzioni dei giornalisti da una parte, la paralisi contrattuale dall’altra hanno inaridito l’offerta di notizie e limitato il diritto all’informazione dei cittadini. Per queste ragioni i giornalisti hanno proclamato lo sciopero nazionale contro il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro Fnsi-Fieg, scaduto da oltre dieci anni. Ritengono che per lo sviluppo dell’informazione sia necessario un nuovo accordo con gli editori che tenga conto della perdita del potere d’acquisto degli stipendi eroso dall’inflazione, che favorisca l’ingresso nelle redazioni di giovani, che garantisca diritti e retribuzioni adeguate alle migliaia di collaboratori e corrispondenti, per lo più precari, che tutti i giorni raccontano quanto accade nelle nostre città e paesi. In questo contesto generale, anche la stampa locale conosce dinamiche analoghe, avendo registrato nel corso degli anni una riduzione dei perimetri occupazionali nelle redazioni dei quotidiani locali.

Con il sindacato nazionale, quindi, i giornalisti de «il Cittadino» ribadiscono che un’informazione di qualità è possibile solo con giornalisti liberi e tutelati nei loro diritti e con retribuzioni adeguate. Oggi siamo in edicola con senso di responsabilità e per tenere fede al patto con i nostri lettori per un’informazione libera, verificata e di qualità, quella che vogliamo continuare a fare anche in futuro e per la quale chiediamo condizioni di lavoro adeguate.

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