
Emergenza profughi, altri 4 in arrivo
Andranno ad aggiungersi ai venti già ospitati nel Lodigiano
Ospitalità per altri quattro profughi nel Lodigiano per raggiungere la quota limite di 24 presenze. Tanto è richiesto alla provincia dal tavolo di coordinamento regionale dell’emergenza. Dopo una gestione più volte definita «critica» dai sindaci del territorio, si diradano le nubi sulle prossime fasi dell’emergenza umanitaria che, secondo i dati dell’Onu, coinvolge già 750 mila persone in fuga dopo l’offensiva Nato in Libia. Nella giornata di ieri, Anci Lombardia ha diffuso una circolare rivolta a sindaci e responsabili della protezione civile con le coordinate di ciò che succederà in Lombardia nei prossimi giorni. In allegato, anche una tabella con tutti i numeri dell’emergenza e la distribuzione dei profughi tra le province lombarde sulla base delle capacità del territorio e della popolazione residente, come richiesto dallo stesso sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, anche delegato Anci alla conferenza unificata. L’indirizzo è la presa di responsabilità da parte di tutte le istituzioni del paese, dalla Regione, all’Anci, fino alla Prefettura di Milano, al Dipartimento di protezione civile, Upi (Unione Province Italiane) e Federalberghi. L’accoglienza sarà gestita in due fasi distinte. La prima, della durata di circa 10 giorni, prevede che ai profughi venga assicurato vitto e alloggio, oltre all’assistenza sanitaria a cura delle Asl competenti. Una fase che verrà probabilmente gestita attraverso il coinvolgimento delle strutture alberghiere dei diversi territori, come fatto finora. Nella seconda fase, invece, sarà compito delle istituzioni individuare delle sistemazioni a lungo termine, corredate da attività volte all’inserimento sociale dei profughi all’interno del tessuto della comunità locale, da attuare attraverso la mediazione culturale e i corsi di lingua italiana. Chiarito anche il punto di riferimento degli enti locali nella gestione dell’emergenza e che, per Regione Lombardia, sarà il commissario Roberto Giarola del Dipartimento di Protezione Civile. A lui si è già rivolta Anci Lombardia per chiedere l’immediata convocazione dei tavoli provinciali per il coordinamento dell’emergenza in vista dei prossimi arrivi.
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