
Ennesima razzìa al cimitero Maggiore
Durante la notte i ladri arraffano le lastre di rame e fuggono
n Nuovo maxi furto di rame al cimitero Maggiore di Lodi. Nella notte tra lunedì e martedì ladri sacrileghi hanno svaligiato ancora una volta il camposanto di viale Milano, scappando con un grosso quantitativo di “oro rosso”. Sono spariti i rivestimenti superiori di un “campo” che si affaccia su alcuni loculi, ma anche il rame che ricopre alcune fioriere. È stato pure rimosso parte del tetto di due cappelle funerarie, anch’esso in rame. Ad accorgersi della razzìa è stato il custode del camposanto, solo il mattino seguente, quando è arrivato per aprire normalmente la struttura. Subito è scattata la segnalazione alla questura di Lodi, al fine di avviare le relative indagini sull’accaduto. Secondo quanto riferito da coloro che hanno sporto denuncia, i malviventi si sono introdotti nella struttura da un cancello laterale.
Hanno tranciato un lucchetto, forse con un flessibile. E sono dunque entrati nel più grande cimitero di Lodi. L’“assalto” deve essere avvenuto nella notte, sicuramente dopo le ore 18.30: da quell’ora in poi infatti non è più possibile l’accesso all’interno del camposanto.
Una volta dentro il cimitero i ladri di “oro rosso” si sono diretti verso il “campo” numero 20 e quello numero 22, dove hanno asportato un grande quantitativo di rame. Sono state anche danneggiate alcune delle cappelle private.
Una volta scoperta la devastazione e i furti, è stata allertata la polizia di stato, che è arrivata sul posto con una pattuglia per compiere i necessari rilievi. Ora si spera nelle indagini, per cercare di rintracciare gli ignoti autori del colpo. La mancanza del rame è stata notata anche da alcuni dei visitatori del cimitero, che hanno fatto le opportune segnalazioni.
Non è la prima volta che viene preso di mira il Maggiore. Anche nel mese di maggio c’era stato un blitz, nel quale era stato rubato il rame da viale Milano. In quel caso le attenzioni dei malviventi si erano concentrate sul “campo” 3, dove erano state scoperchiate tre cappelle di famiglia, mentre altre cinque erano state danneggiate, con due tetti trovati rovesciati sulle tombe sottostanti. L’incursione aveva riguardato anche i “campi” numero 17 e 20, che ospitano circa 500 loculi ciascuno. In quel caso, i malviventi avevano lasciato non pochi segni del loro passaggio. Tanto che erano stati trovati tetti delle cappelle danneggiati e lasciati in terra, strumenti da scasso, una bottiglia di vodka e scarti di cibo.
Come riferito da alcuni tecnici del comune di Lodi, le incursioni notturne hanno interessato nei mesi scorsi anche gli altri due cimiteri del capoluogo, a Riolo e a San Bernardo. I due episodi sono avvenuti nello stesso periodo, a distanza di pochi giorni in aprile. In viale Toscana erano stati razziati i vasetti in rame che contengono i fiori. Oltre una decina i casi che erano stati segnalati. Una razzìa analoga era stata riscontrata anche nel più piccolo camposanto di Riolo.
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