Il cervellone va in tilt, Poste nel caos

Il nuovo sistema informatico si blocca: code in tutto il territorio

Sono passate da poco le 12.30. Nonostante la giornata nuvolosa, negli uffici postali di via Volturno il termometro è alle stelle. Anziani in coda a ritirare la pensione, uomini e donne di tutte le età fermi, con un biglietto in mano. A qualcuno è andata bene, ad altri meno. E c’è chi si è ritrovato con un biglietto con il numero 230 quando le operazioni erano ferme al 136.

Giornata da dimenticare per gli utenti di Poste Italiane. Da via Volturno a Lodi a via Madre Cabrini a Sant’Angelo fino a via Libertà a Lodi Vecchio per poi arrivare giù fino alla Bassa. Disservizi e ritardi nelle operazioni, questo il ritornello della giornata “infernale” di chi si è trovato alle prese con gli sportelli sparsi in tutto il territorio. Disagi che sono arrivati nei giorni che tradizionalmente sono i più caldi del mese con la scadenza delle pensioni, che molti anziani si recano ancora a ritirare personalmente. E che si sono così trovati nel pieno dell’incubo “ritardi”. Disagi che vanno ben oltre i confini del Lodigiano e che hanno investito tutto il Bel Paese in un turbinio di proteste, spesso sfociate contro gli «indifesi» operatori allo sportello.

I primi problemi per il “cervellone” informatico di Poste Italiane sono cominciati nella giornata di mercoledì e poi, a ruota, dopo la giornata di chiusura per la Festa della Repubblica, si sono ripresentati alla riapertura degli sportelli di venerdì mattina. Le situazioni più critiche, quelle di via Volturno nel capoluogo e dello sportello di Sant’Angelo, già al centro di numerose proteste per le dimensioni ridotte e quindi insufficienti a garantire il servizio. Un “caos” generale quello causato dal black out del sistema operativo centrale della rete informatica. In alcuni casi, gli operatori riuscivano a lavorare a velocità estremamente ridotte, in altre casi i servizi non potevano essere neppure effettuati. Con “buona pace” di chi si era messo in coda aspettando pazientemente il proprio turno. Altra sorte per alcuni utenti di Sant’Angelo a cui, davanti alle richieste di chiarimento, sarebbe stato risposto di rivolgersi altrove per risolvere il loro problema. Inutilmente perché il server era in tilt in quasi tutta Italia. Le proteste più vive, quelle dei pensionati e dei clienti che non sono riusciti ad accedere al proprio conto postale, senza contare la “folla“ di chi aveva una bolletta in scadenza. Utenti che, in tutta Italia, sono un milione ogni giorno. Nel pomeriggio di ieri, Poste Italiane ha diramato anche una note di scuse rivolta alla clientela «per le difficoltà nella fornitura dei servizi avvenute negli uffici postali» citando un guasto al sistema informatico che ha rallentato le operazioni con l’effetto di allungare i tempi di attesa e su cui sono intervenuti i tecnici senza però riuscire a risolvere del tutto il problema nella giornata di ieri. E proprio per cercare di andare incontro alle esigenze dei clienti, Poste Italiane ha tenuto aperti gli sportelli anche oltre il normale orario di lavoro con l’obiettivo di servire tutti gli utenti.

A causare problemi, secondo i sindacati, anche il passaggio ad una nuova piattaforma operativa digitale. Passaggio fissato proprio per i primi giorni del mese di giugno e che avrebbe causato un sovraccarico della rete. «Man mano che entrano nuovi uffici sulla piattaforma, il sistema trema - spiega Benedetto Matteucci, segretario provinciale della Cgil che segue la categoria - : la piattaforma è partita circa otto mesi, ma non è stato responsabile fissare il passaggio ad inizio mese. La rabbia degli utenti si riversa poi sugli operatori, che in realtà non hanno colpe. Spesso neppure il nostro centro nazionale riesce a darci delle indicazioni dettagliate su quello che succede e sui tempi d’attesa. Se le macchine funzionano, i nostri operatori sono in grado di fornire tutti i servizi, se non funzionano anche noi siamo imbarazzo».

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