Il crack degli storici Circoli Cooperativi Lodigiani: arrivano 13 avvisi di garanzia

BANCAROTTA Debiti per oltre 350mila euro, ai Pm non è piaciuta l’uscita dal gruppo di due degli otto bar associati

Lodi

Tredici avvisi di garanzia per ipotesi di bancarotta fraudolenta a seguito del fallimento, dichiarato nell’aprile del 2022, della Società cooperativa Circoli Cooperativi Lodigiani, con sede in via Venti Settembre 28 a Brembio. Tra i destinatari, in questi giorni, degli avvisi di fine indagini firmati dal Procuratore di Lodi Laura Pedio c’è anche qualche ex sindaco ed ex assessore di Comuni della Provincia. L’indagine era nata a seguito della relazione del curatore fallimentare Renzo Radicioni e di un passivo di circa 350mila euro, in gran parte derivante da rivendicazioni dell’Agenzia delle entrate per tassazioni e Inps che risultano non pagate nel corso degli anni, oltre a sanzioni e interessi. A fronte di un fatturato del “gruppo” cui faceva riferimento la gestione di 8 “circolini” locali che era arrivato a sfiorare un milione di euro l’anno nei periodi migliori, i mancati versamenti in tasse e tributi sono quantificati dagli inquirenti in 12mila euro per il 2014, 27mila per il 2015, 22mila per il 2016, 23mila nel 2017, e poi 139mila euro nel 2018 e circa 100mila euro nel 2019. A chiedere il fallimento per prima sarebbe stata però una dipendente che lamentava stipendi arretrati e Tfr non percepito per meno di 10mila euro. Ma a portare poi le carte della procedura civile anche sulle scrivanie della Procura di Lodi sembra essere stata in particolare un’operazione di scissione che poco prima del 2020 aveva visto uscire due dei “circolini” dal gruppo Circoli Cooperativi e dare vita in una nuova e diversa cooperativa. In un contesto di difficoltà di bilancio, la circostanza ha fatto nascere il sospetto che la manovra, presentata come strategia di rilancio, abbia avuto in realtà l’effetto di impoverire di beni immobili e mobili il patrimonio sociale che era a garanzia dei creditori. Secondo uno dei difensori lo scenario era quello di una gestione perfettibile, non certo di qualcuno che avrebbe puntato ad arricchirsi o a far andare avanti a tutti i costi un modello di business sempre meno al passo con i tempi. Gli indagati hanno ora alcune settimane di tempo per presentare memorie difensive o farsi interrogare, poi, per tutti o solo per alcuni di loro, è probabile il successivo vaglio dell’udienza preliminare.

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