Il WWF in difesa dei lupi: «Nessun allarme, niente pericoli per le persone»

LA RISPOSTA L’associazione ambientalista replica ai «toni emergenziali» di Confagricoltura

Lettura 1 min.

No a narrazioni emotive o paure amplificate, il dibattito sulla presenza del lupo nel Lodigiano sia condotto «in maniera oggettiva, rigorosa e documentata». È l’appello del Wwf Lombardia in contrapposizione all’allarme lanciato da Confagricoltura Milano Lodi che, per bocca del suo presidente Francesco Pacchiarini, ha manifestato la paura degli addetti agricoli a svolgere mansioni in aperta campagna di notte, attività frequenti nel periodo estivo, proprio per la paura di incontri ravvicinati con il lupo.

«Ad oggi, non risultano incidenti di alcun tipo a danno delle persone riconducibili alla presenza del lupo nel territorio – si legge in una nota del Wwf Lombardia -. Per questo riteniamo scorretto e fuorviante rappresentare il fenomeno in termini emergenziali, senza un riscontro oggettivo nei fatti. Le statistiche disponibili indicano infatti una sostanziale non pericolosità del lupo per l’uomo, mentre rischi ben più concreti derivano, ad esempio, dalla presenza di cani vaganti o mal custoditi». Da qui una presa di posizione netta dell’associazione ambientalista: «Wwf Lombardia contesta con decisione il continuo ricorso alla paura e agli allarmismi in relazione al ritorno del lupo, una specie la cui presenza va affrontata con rigore scientifico, equilibrio e senso di responsabilità pubblica. Alimentare timori immotivati non aiuta la convivenza, non tutela i cittadini e non contribuisce a costruire soluzioni efficaci per il territorio». La paura espressa dagli addetti agricoli, però, per quanto irrazionale, rimane, ed è motivata dai numerosi avvistamenti e notizie di predazioni di animali d’allevamento compiute nottetempo nelle cascine lodigiane, episodi quasi all’ordine del giorno nella Bassa.

Il Wwf Lombardia infine contesta la stima, espressa da un veterinario, di 60 esemplari nel Lodigiano entro la fine del 2026. «Una stima oggi difficile da sostenere e che necessita di essere motivata con trasparenza, indicando fonti, metodo di calcolo e basi scientifiche – prosegue il Wwf -. Ci chiediamo infatti su quali elementi venga formulata tale previsione, considerando che, secondo quanto riportato nel dibattito pubblico, a marzo 2025 risultavano censiti complessivamente 10 esemplari». Numero però a sua volta poco realistico: la stima della polizia provinciale e quella del direttore delle Monticchie Luca Canova, zoologo dell’Università di Pavia, erano infatti concordi a fine 2025 nel ritenere tra 30 e 35 i lupi presenti in provincia di Lodi, cui andrebbero aggiunti gli esemplari, tra 3 e 6, della collina milanese di San Colombano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA