Le uova dei cigni si sono aperte

Borgo e Maddalena,

i due esemplari adulti, mentre pioveva forte

hanno custodito i piccoli sotto le loro ali

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Qualcuno si chiedeva che fine avessero fatto le uova, qualcun altro le pensava già schiacciate, sotto i denti di un siluro. Invece, all’improvviso, la sorpresa. Quattro piccoli cigni sono arrivati. In barba alla pioggia e all’Adda che risale gialla e densa e sempre più alta, il letto del fiume. Mentre Gino Cassinelli, presidente dell’Associazione Nüm del Burgh aveva già lanciato l’allarme che il fiume si era portato via le 6 uova in cova, 4 di queste si erano appena schiuse. E per ripararsi dalla pioggia i pulcini sono andati a nascondersi sotto le ali di mamma Maddalena e papà Borgo, a loro volta protetti dalla braccia di un grande salice. Enrico Albricci, professore di scienze in pensione della scuola Gorini, è stato tra i primi ad accorgersi dei nuovi nati.

«Li tenevo sotto controllo con una certa regolarità - spiega -. L’anno scorso ho visto l’acqua portarsi via il nido, non volevo che succedesse la stessa cosa. Un pescatore ha detto di averli notati tra giovedì e venerdì».

“Aprile è il mese più crudele”, cantava Eliot. «Secondo me - dice Cassinelli -questa vicenda mostra quanto la natura sia incredibile. Mamma e papà cigno hanno visto l’Adda che saliva e hanno protetto i loro piccoli. Quando sono nati Maddalena e Borgo li hanno portati più in alto, sull’isoletta. Ora i piccoli si nutrono da soli, mangiando l’erba che trovano in acqua. Nel 2002, avevamo acquistato due cigni, creando loro un habitat ideale, un piccolo recinto all’interno del quale buttavamo pezzi di pane. Fino a quando la piena ha oltrepassato il recinto e i due animali, diventati ormai mascotte del fiume, si sono allontanati, per poi tornare ancora. Succede spesso così, vanno e tornano».

Tranne nel 2008, quando un cigno venne ucciso, in volo, da un colpo di fucile e fu sporta anche una denuncia contro ignoti, della quale non si è saputo più nulla.

Dal 2002 sono già 11 i piccoli nati sul fiume. «I primi 4 cigni sono venuti alla luce 3 anni fa - aggiunge Cassinelli -. Due di questi sono stati allontanati dai genitori. Dei nuovi nati, infatti, in genere mamma e papà ne tengono vicini solo 2. L’anno scorso i pescatori avevano salvato le uova dalla piena ed erano nati 4 pulcini in cattività, anche se non so come mai non siano ancora stati riportati nel fiume. Con questi siamo a 11 e presto bisognerà decidere i loro nomi. Forse uno si potrà chiamare salice, visto che è la pianta sotto la quale sono venuti alla luce».

Cristina Vercellone

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