
LODI Aurora boreale rossa anche nei cieli lodigiani
Il fenomeno non si verificava in maniera così intensa dal 2003
Il cielo notturno si tinge di colori fosforescenti. Non siamo al Circolo Polare Artico ma a Lodi, investita come mezza Italia per un giorno da un particolare fenomeno fisico che ha colorato la notte con tinte magenta e rosso acceso. Un arco aurorale rosso, molto raro alle nostre latitudini, è stato ben visibile guardando verso Nord nella serata del 10 di maggio. Il fenomeno, parente della ben più celebre aurora boreale, ha tenuto centinaia e centinaia di persone con il naso e lo smartphone all’insù. Tantissime le foto dei cieli lodigiani che sono state scattate lo scorso venerdì, con le più belle arrivate alla redazione del «Cittadino» e pubblicate sui canali social del giornale.

Una delle più significative è stata quella scattata da Alberto Chizzoli nella campagna della zona di Dovera (in grande): l’immagine ha riscosso un milione e mezzo di like su Facebook. L’arco aurorale rosso, o SAR, dall’inglese Stable Auroral Red, è un fenomeno che ha a che fare con un’intensa attività solare, come spiega Michele Cipriani del Gam, osservatorio di Mairago: «In questo periodo il sole è vicino al massimo delle sue attività. Esiste un ciclo di minima e massima attività che dura circa 11 anni. In questa fase di massimo, in cui si osservano enormi macchie solari, queste producono l’espulsione di particelle cariche elettricamente in grandi quantità. Un “vento solare” normale, ma che in questo periodo risulta particolarmente intenso».

Ecco che allora il vento geomagnetico in arrivo dal sole si manifesta colorando il cielo come quello della Lapponia. «Le “emissioni” possono produrre problemi nelle comunicazioni o in alcuni apparati elettronici, ma non sono a conoscenza di effetti rilevanti come guasti o blackout - conclude Cipriani -. Resta comunque la spettacolarità della visione del fenomeno».
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