
Lodi: capotreno donna e macchinista picchiati da un passeggero, i sindacati chiedono aiuto a forze dell’ordine e aziende
VIOLENZA C’è chi propone di non far più salire chi è senza biglietto, anche usando barriere automatiche
Lodi
Tutti dicono basta alle aggressioni sui treni, ma le ricette sono ben diverse e non manca la polemica politica. L’ultimo caso di aggressione di un uomo senza biglietto al capotreno e anche al macchinista di un convoglio, domenica, treno fermatosi poi a Lodi e quindi soppresso, perché tutto il personale di bordo era in ospedale a farsi medicare. riaccende i fari di sindacati e politica sul tema della violenza a danno degli operatori dei servizi pubblici.
«È ora di dire basta – dice Gaetano Di Capua, segretario Fit Cisl Pavia Lodi -. Il sindacato sta facendo la sua parte cercando di mettere una luce su queste vicende di violenza immotivata, ma c’è bisogno che tutte le istituzioni e le aziende mettano anch’esse il massimo impegno per evitare situazioni di questo tipo. La soluzione non può essere quella di mettere la Polfer a presidiare tutte le stazioni e i treni, si può però fare in modo che sui treni salgano solo le persone che hanno il biglietto».
La Filt Cgil Milano e Lombardia ha preso subito posizione: «Osserviamo con preoccupazione il dilagare sempre maggiore di condizioni di emarginazione sociale che sempre più frequentemente sfocia in fenomeni violenti. Questo ulteriore evento, che si pone in coda a un lungo elenco, ci porta nuovamente a sottolineare l’importanza di un maggiore investimento delle aziende per garantire la sicurezza dei lavoratori e uno sforzo ulteriore da parte delle istituzioni per garantire presidi di pubblica sicurezza sempre più capillari». Il segretario della Filt Cgil di Lodi Seydina Issa Ndoye aggiunge: «Questi episodi di violenza sono inaccettabili e rappresentano un grave attacco alla sicurezza e alla dignità dei lavoratori. La nostra organizzazione chiede interventi immediati e decisi delle autorità».
«I conducenti di bus, come il personale ospedaliero, come gli insegnanti – dice Giuseppe Iamundo, segretario Faisa Cisal Lodi -. Ora un nuovo episodio a danno del personale dei treni. È una piaga sociale ormai, e ci aspettiamo delle risposte forti da parte delle aziende, che devono investire in sicurezza, e da parte delle istituzioni, a partire da un inasprimento delle pene per chi aggredisce lavoratori di servizi pubblici».
I dati sulla sicurezza sui treni sono inquietanti nell’elenco snocciolato dalla consigliera regionale Dem Roberta Vallacchi: nel 2024 le minacce sono state 472, i furti 432, le aggressioni al personale o passeggeri 362.
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