Lodi, il giallo di piazza Omegna: «Scenario complesso»

ROBERTO BOLZONI A quasi un mese dalle 35 coltellate si attendono ancora le decisive analisi del Ris e la Procura è prudente dopo i due fermi

Lodi

Potrebbe delinearsi uno scenario complesso dietro l’omicidio di Roberto Bolzoni in piazza Omegna. A quasi un mese dal delitto, che per il medico legale è avvenuto tra il tardo pomeriggio di domenica 16 febbraio e il lunedì 17, la Procura di Lodi continua a mantenere un atteggiamento di massima cautela anche se gli inquirenti in questi ultimi giorni sembrano attendere solo conferme dagli esami dei laboratori dei carabinieri del Ris di Parma. Al momento non appare ancora chiarito il ruolo specifico di ciascuno dei due fermati nell’azione che ha portato alla morte con 35 coltellate, inflitte con una lama non grande, del 60enne ritrovato alle 13 del 18 febbraio nella sua auto parcheggiata fra tante altre. Quello che dall’esterno della vicenda si può pensare, è che non appare un agguato mortale premeditato ma un delitto d’impeto, come quelli passionali, commesso con un’arma non ottimale per uccidere e in un luogo aperto in cui potevano esserci tanti testimoni, ma che invece sembra non ci siano stati.

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