
Lodi, incrocio dell’Olmo: «Prima o poi qui ci scappa il morto»
I residenti sulle barricate dopo l’incidente di domenica sulla via Emilia
Incidente all’incrocio tra l’Olmo e la via Emilia, sfiorata la tragedia. Riesplode però la questione della sicurezza in quel tratto di strada.
Domenica, intorno alle 22.30, una macchina che usciva dall’Olmo e si dirigeva verso Piacenza si è scontrata in un frontale contro un’auto che viaggiava sulla via Emilia. Lo schianto è stato talmente forte che entrambe le vetture, una Yaris e un Rav 4 si sono ritrovate con il muso distrutto e sono state rimosse dal carroattrezzi della ditta Baggi di Lodi. Per fortuna, i conducenti e i passeggeri dei due mezzi hanno riportato solo qualche lieve ferita. Due donne di 40 e 62 anni e un uomo di 66 sono stati trasportati dall’ambulanza della Croce rossa, al Pronto soccorso di Lodi. Le tre persone coinvolte sono state medicate e poi dimesse senza bisogno di ulteriore ricovero. A salvare le persone, probabilmente, sono stati anche i due airbag, entrambi entrati in azione durante lo scontro. Sul posto sono arrivati, insieme al mezzo del 118, due auto dei carabinieri che stanno ricostruendo la dinamica e due mezzi dei vigili del fuoco.
Più volte gli abitanti dell’Olmo, di cascina Cavrigone e di Cavrigo hanno sottolineato la pericolosità dell’incrocio. Gli abitanti e i clienti di Cavrigo, dove hanno aperto anche l’Equestrian center, l’agriturismo e l’osteria Perbacco, fanno fatica ad uscire dal cancello. Stessa cosa per gli abitanti di Cavrigone. Le famiglie (30 circa) che vivono nell’ex cascina, più volte, nel corso degli anni, hanno invocato una sistemazione dell’attraversamento e una pista ciclabile. Per andare in bici verso la città e prendere l’autobus, infatti, sono obbligate ad attraversare la statale 9: sia la ciclabile che la fermata delle “corrierine” si trovano all’Olmo. Per andare verso Lodi con la macchina, invece, bisogna svoltare a destra verso Piacenza e poi tornare indietro. «Aspettano che ci sia il morto per sistemare quello schifo di incrocio», commentano gli abitanti.
Tutti i tentativi passati di mettere in sicurezza la zona, abitata da famiglie con bambini, non hanno sortito soluzione. «Dobbiamo sederci intorno a un tavolo - commentano ora altri residenti di Cavrigone - con gli abitanti di Cavrigo, i titolari del maneggio, dell’agriturismo e del ristorante, mandare in soffitta il vecchio progetto faraonico da 450mila euro, mai realizzato e prevedere una soluzione più fattibile. Ognuno degli interlocutori può fare la sua parte e il Comune potrebbe metterci la realizzazione del ponticello. Il tracciato per una ciclabile che parta da Cavrigone e raggiunga la ciclabile di San Bernardo di fronte al cimitero, infatti, è già in parte realizzato. Mancano un pezzettino di sentiero e poi il ponticello sulla roggia. Per quanto riguarda l’ok a una rotonda o a un semaforo, invece, l’Anas aveva detto no. Noi però paghiamo gli oneri di urbanizzazione: o ce li restituiscono o fanno qualcosa».
Cristina Vercellone (ha collaborato Emiliano Cuti)
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