Lodi: la Finanza scopre un distributore fai da te per i camion

CINQUEMILA LITRI Di gasolio sequestrati, denunciati in cinque, allertati i Vigili del fuoco

Lettura 1 min.

Nascoste in un capannone industriale semiabbandonato della periferia di Lodi, i finanzieri del Gruppo Lodi hanno individuato e sottoposto a sequestro 4 cisterne con all’interno oltre 5.000 litri di gasolio, perché installate ed utilizzate in assenza dei minimi requisiti di sicurezza. Il gasolio stoccato nelle cisterne scoperte, ciascuna con una capacità di carico di 7 metri cubi, era utilizzato da quattro imprese operanti nel settore del “trasporto merce”, gestite da extracomunitari, per assicurare il rifornimento degli automezzi delle società, che sono risultate tutte avere, tra l’altro, la loro sede operativa presso l’area del capannone industriale.

Un vero e proprio “distributore di carburante a uso privato” che i titolari delle aziende avevano realizzato, non curando minimamente il rispetto degli obblighi di legge in materia di stoccaggio di prodotti esplodenti e infiammabili (le cisterne non rispettavano la distanza minima prevista per ogni impianto), con elevati rischi per persone e cose presenti nell’area ove erano state montate le cisterne. Considerata la situazione di pericolo accertata, i finanzieri del Gruppo Lodi hanno immediatamente sigillato le “pistole erogatrici” delle 4 cisterne, in modo da evitare che potessero continuare a essere utilizzate, e contestualmente le hanno sottoposte a sequestro penale insieme con il loro contenuto. Al contempo sono stati allertati gli organismi competenti alla prevenzione e alla sicurezza antincendio dei Vigili del fuoco di Lodi.

Al termine del controllo, i finanzieri hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Lodi i titolari delle 4 aziende di trasporto che avevano in uso le rispettive cisterne nonché il responsabile dell’area su cui erano state installate le 4 cisterne. Sono in corso accertamenti e verifiche tese a riscontrare la regolarità degli approvvigionamenti del carburante rinvenuto all’interno delle citate cisterne, anche in considerazione del particolare momento storico interessato da frequenti aumenti dei prezzi del combustibile per autotrazione.

La Guardia di finanza si pone come baluardo nel contrasto alle frodi sulle accise che arrecano gravi danni alle entrate dello Stato e comportano effetti distorsivi alle regole della libera concorrenza. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e nei confronti degli indagati sussiste la presunzione di non colpevolezza fino alla condanna definitiva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA