
(Foto di Federico Gaudenzi)
Atto conclusivo del Sinodo diocesano, inizio di un nuovo cammino di attuazione delle istanze emerse dal confronto sinodale
Lodi
Il fuoco acceso nel cortile dell’episcopio a rischiarare la sera incipiente, i sinodali riuniti ancora una volta, insieme al vescovo, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose e ai fedeli, per un momento che segna contemporaneamente la conclusione del Sinodo diocesano, e l’avvio del cammino post-sinodale. Un cammino da intraprendere con rinnovato entusiasmo per trasformare in prassi quotidiana le indicazioni e gli stimoli raccolti nel libro sinodale, che stasera (sabato) è stato promulgato ufficialmente in cattedrale al termine della Veglia di Pentecoste.
Dopo la Memoria della Confermazione, la processione verso la cattedrale e la celebrazione eucaristica, infatti, il vescovo ha firmato il testo partorito dall’assemblea sinodale, apponendo la formula antica con cui si chiuse il Concilio di Gerusalemme: «Lo Spirito santo e noi».
L’importante valenza ecclesiale, la portata legislativa e i riflessi pastorali di questo momento hanno lasciato spazio alla profondità della fede: «Questa sera - ha esordito il vescovo - lasciamoci afferrare dallo Spirito, in un dialogo orante ispirato dalla lode, da quel linguaggio dell’amore che ci rende fratelli e sorelle tutti».
Evocando questa unità che emana dal mistero pasquale, e invocando lo Spirito che ha ispirato la comunione sinodale, il vescovo ha chiarito: «Questo libro rappresenta l’impegno della Chiesa di Lodi disponibile, responsabilmente e gioiosamente, a servire il Vangelo, cominciando dalle giovani generazioni, dai poveri e dai sofferenti, ricercando la divina volontà che è fonte di pace. Allo Spirito, al Principe e alla Regina della pace affidiamo, insieme a Papa Francesco, le sorti dell’amata nazione ucraina. Ma nella vigilia di Pentecoste lo Spirito è pronto a donare la serenità e la pace a ciascuno di noi, alle famiglie, alle comunità e a tutti i popoli nella fraternità universale».
Al termine della celebrazione eucaristica, è stata data lettura del decreto di promulgazione delle costituzioni raccolte nel libro sinodale: il libro è stato quindi consegnato al vicario generale, ai vicari locali e ai membri della già presidenza, ed è stato inviato in versione digitale ai sacerdoti e ai sinodali.
Il vescovo, prima della benedizione finale, ha ringraziato tutti coloro che hanno accompagnato questo cammino, tutte le componenti della Chiesa laudense e, con una preghiera speciale per le vocazioni, ha ribadito: «Abbiamo acquisito lo stile sinodale, ora bisogna dare avvio alla sua attuazione».
Un approfondimento su questo momento importante della comunità ecclesiale laudense è contenuto nel quotidiano in edicola il 6 giugno
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