Officina di autoriparazioni e impianti di recupero bancali sequestrati alle porte di Lodi, recuperato anche un cane sofferente
ATTIVITÀ ABUSIVE L’indagine dei carabinieri forestali nell’ambito di controlli sul traffico illecito di rifiuti ha portato alla denuncia di due persone
In un’area alle porte di Lodi nascono un’officina di autoriparazioni e un’attività di recupero di vecchi bancali che venivano riassemblati per farne di nuovi senza le autorizzazioni ambientali necessarie. Il tutto ovviamente abusivamente. La scoperta porta i carabinieri forestali di Lodi a denunciare due persone e - come chiarito nella mattinata di oggi, martedì 24 marzo - a sequestrare due impianti di recupero dei pallet, individuati dai militari nel corso di un controllo del territorio finalizzato al contrasto del traffico illecito di rifiuti.
Ad attirare l’attenzione dei carabinieri una catasta di rottami di legno nel piazzale di un capannone dove sono stati scoperti poi 750 metri cubi di bancali, provenienti dalle logistiche, già lavorati o ancora da lavorare. All’opera per assemblarli due dipendenti in nero di una ditta che si stavano occupando della piallatura mentre il titolare, non iscritto alla Camera di Commercio, stava caricando un camion per la consegna del materiale.
Sempre all’interno del medesimo capannone erano sorte però una seconda attività, sempre focalizzata sul recupero dei pallet, e anche un’officina abusiva impegnata nella riparazione dei tir che caricavano nelle logistiche dalle quali venivano prelevati i bancali.
Le sanzioni comminate si rifanno a violazioni in ambito amministrativo ma anche penale riferibili al Testo unico ambientale e al Testo sulle leggi della pubblica sicurezza. Per coloro che sono stati individuati quali “vertici” delle attività è invece scattata la denuncia e tutti i mezzi sono stati posti sotto sequestro.
A fare da guardia alle realtà abusive, rinvenuto in una cella frigorifera dismessa, un cane: sofferente, visto lo stato di denutrizione e le carenze nel mantenimento quotidiano, si ritrovava tra cumuli di escrementi ed è stato visitato dal servizio veterinario dell’Alto Lodigiano e poi condotto in canile. Anche sul possesso del cane sono in corso accertamenti per chiarire se fosse di proprietà di una delle persone coinvolte, o un cane randagio o rubato.
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