Premio Nobel ai bambini di Gaza, le prime adesioni dal Lodigiano

«Avvenire» Il gruppo missionario della parrocchia Santa Cabrini di Lodi e i Comuni di Lodi Vecchio, Casaletto, Merlino, Tavazzano, Villanova e Santo Stefano sottoscrivono. Inviate le vostre adesioni a [email protected]

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Lodi

«Basta. Se avete carità, basta voi che uccidete. Basta voi che mentite. Basta voi che non fate niente. E il Nobel per la pace datelo ai bambini di Gaza, morti per la pace che non hanno mai conosciuto». Con queste parole, pubblicate il 4 agosto sulle pagine di «Avvenire», il professor Eugenio Mazzarella ha lanciato l’appello che in pochi giorni ha superato migliaia di adesioni L’iniziativa chiede di assegnare il Premio Nobel per la Pace 2026 ai bambini di Gaza. Non come soluzione al conflitto, ma come gesto simbolico. Un modo per rompere il silenzio e ricordare che «dovunque vengono uccisi i bambini è il segno del futuro che viene a mancare».

Alla petizione hanno aderito sindaci, consiglieri comunali, suore, sacerdoti, ambasciatori in pensione e in servizio, impiegati, professori, associazioni come Neve Shalom-Wahat al Salam. E migliaia di cittadini comuni. Anche la politica si è mossa immediatamente, pur con distinguo e particolarismi.

A dare forza morale all’appello è stato padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa. Da novembre 2023 è promotore dei corridoi umanitari che hanno portato in Italia decine di bambini palestinesi bisognosi di cure urgenti.

Su «Avvenire» ha scritto: «Riconoscere ai bambini di Gaza il premio Nobel per la pace significa dare ancora valore alla parola pace».

Faltas ricorda i numeri di una tragedia quotidiana: «Sono trecento bambini e adolescenti uccisi in 300 giorni. Uno al giorno dall’ottobre 2025, in un tempo che avrebbe dovuto essere di sospensione dei combattimenti. E, invece, a Gaza i bambini continuano a morire. Quelli che sopravvivono tra malnutrizione, malattia, acqua sporca e cure inesistenti stanno ancora aspettando la fine della violenza che era stata loro promessa. Riconoscere il sacrificio dei bambini di Gaza è un atto di verità e di giustizia. Il premio Nobel sarà il segno indelebile di chi crede nella pace», conclude padre Faltas.

Il Nobel per la pace per i bambini di Gaza non significa dimenticare le piccole vittime di tutti i conflitti del mondo, non ci sono solo i bambini di Gaza. Ci sono i bambini israeliani uccisi nel raid di Hamas del 7 ottobre 2023 e quelli morti nelle prigioni dei terroristi. Ci sono i bambini ucraini e quelli russi, i piccoli iraniani e sudanesi.

Si può riconoscere nella candidatura al Nobel l’infanzia in guerra, tutta e di tutti i tempi e Continenti. Perché quello che è vero a Gaza – la sofferenza innocente, il diritto di ogni bambino di essere amato e protetto – vale ovunque nel mondo.

I dati forniti dalle autorità sanitarie della Striscia parlano di oltre 21mila bambini uccisi e 625mila privati della scuola: numeri terrificanti a cui incredibilmente ci stiamo abituando nell’indifferenza dei grandi del mondo troppo impegnati ad accumulare potere e ricchezza.

L’Associazione “Carta” di Roma scrive: «Partire da Gaza non significa fermarsi a Gaza. Non si tratta di “premiare” la sofferenza o stabilire una graduatoria tra vittime, ma si tratta di obbligare la comunità internazionale a riconoscere un fatto: quando la guerra divora l’infanzia, la politica ha già fallito». Per questo, «sarebbe un Nobel a tutta l’infanzia violata».

Intanto la mobilitazione continua. Per aderire all’appello lanciato da «Avvenire» si può scrivere a: [email protected]. Come piccolo gruppo missionario chiediamo di aderire con noi a questa iniziativa perché l’oblio non cada su Gaza e soprattutto sulle nostre coscienze.

Gruppo missionario Parrocchia Santa Francesca Cabrini in Lodi

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Nella giornata di ieri è arrivato anche l’atto ufficiale di adesione da parte del Comune di Lodi Vecchio, firmato dal sindaco Lino Osvaldo Felissari , dagli assessori Elena Voltan, Massimiliano Bona, Debora Cremonesi, Stefano Uggeri e dai consiglieri comunali Federico Cantaluppi, Francesco Cerrelli, Simone Fabiano, Giulia Acquistapace, Camilla Maiocchi e Silvia Torriani. A livello locale è giunta l’adesione anche di Anpi e Arci.

«La pace si nutre di anche della capacità di non rassegnarsi all’indifferenza, di dare voce a chi non ha voce, di richiamare la comunità internazionale alle proprie responsabilità e di affermare, con forza, il principio che ogni vita umana ha lo stesso valore e che ogni bambino ha diritto a crescere, studiare, giocare, sognare e costruire il proprio futuro», scrive il sindaco Felissari.

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Adesione anche da parte del Comune di Casaletto Lodigiano. «È una proposta dal grande valore simbolico: affidare idealmente ai bambini, alle loro sofferenze, alle loro vite spezzate e ai loro diritti negati, la voce di tutte le bambine e di tutti i bambini innocenti che, in ogni parte del mondo, continuano a pagare il prezzo delle guerre. Una candidatura che non vuole soltanto indicare delle vittime, ma riconoscere nei bambini l’immagine più fragile e, nello stesso tempo, più autentica dell’umanità. Perché quando una guerra colpisce un bambino, non viene ferito soltanto un innocente: viene ferita l’idea stessa di futuro», dicono la sindaca Nathalie Sitzia, gli assessori Maria Concardi, Marcello Magnotti, i consiglieri Marta Tassoni, Maria Grazia Decarolis, Dorina Giulia Brocch, Cristian Danesi.

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Adesione, ieri, è giunta anche dal Comune di Merlino. Lo comunica il sindaco Giuliano Sottoriva. In serata sono state comunicate le adesioni dei Comuni di Tavazzano, Villanova Sillaro e Santo Stefano Lodigiano.

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Siamo disponibili a ospitare altre adesioni, preferendo ovviamente testi brevi in modo da poter garantire a tutti ospitalità. Scrivete a [email protected]

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