«Se non fosse per i dolori alle gambe non mi sembra di avere cent’anni» VIDEO

COMPLEANNO Oggi la signora Giovanna Quartieri raggiunge l’ambito traguardo: «Leggo sempre “il Cittadino”»

Cento primavere per la signora Giovanna Quartieri. Una vita di rinascite. Proprio come quando, dopo l’inverno, torna finalmente il sole. E, oggi, 21 marzo, insieme ai figli Anna e Santino Lanfri, spegnerà cento candeline.

Un secolo di vita che ha attraversato la storia del nostro Paese fatta di terra sotto le unghie, quando ancora lavorava come mondina nelle risaie o zappava nei campi di grano e si doveva svegliare alle quattro del mattino. E poi il lavoro da sarta che le piaceva tanto. Una vita fatta di attese, sacrifici e di quel dolore che conosce bene chi ha vissuto la guerra. Nata nel 1926 a Borghetto Lodigiano, la signora Giovanna era la prima di quattro fratelli e sorelle, che oggi non ci sono più. Restano però nei ricordi, in quella manciata di foto in bianco e nero che, ieri mattina, ci ha mostrato. In occasione di un traguardo importante, il direttore de «il Cittadino» Lorenzo Rinaldi ha fatto visita personalmente alla signora Giovanna: lettrice numero uno del nostro giornale, nonostante l’età, ne sa di politica, attualità e pure di calcio. «Non mi sembra di avere cento anni - ha detto ieri mattina, dopo aver rotto il ghiaccio -. Se non fosse per i dolori alle gambe», sorride. Tre anni fa il ricovero in ospedale, poi la protesi all’anca e nemmeno la pandemia l’ha piegata: seduta sulla sua sedia in cucina, ha raccontato di quando viveva in cascina, ricordando la povertà che aveva conosciuto la sua famiglia, ma anche la scuola che frequentò fino alla quinta elementare.

«Non tutti se lo potevano permettere», ha detto orgogliosa, mentre inforcava gli occhiali per leggere i titoli scritti in grande sulle pagine del giornale. «In casa eravamo in sette perché con noi abitava anche la nonna».

Ricordi che vanno e vengono, a volte nitidi, altre un po’ meno, ma che fanno percepire quante storie avrebbe ancora da raccontare adesso che è bisnonna. E forse è proprio vero che con il passare del tempo si ritorna tutti un po’ bambini, come dimostra la luce che emana la signora Giovanna che, con cento anni sulle spalle, ha ancora tanta voglia di incuriosirsi della vita e di tutto quello che la circonda. Poi, sfogliando le pagine del giornale, le torna in mente un altro ricordo: quando era stata in pellegrinaggio a Roma e anche a Lourdes. «Ora il mio unico desiderio sarebbe andare a Padova nella basilica di Sant’Antonio». Il santino e la corona del Rosario sono li, proprio vicino a lei. «Lo recita tutti i giorni, due volte al giorno», dicono i figli che si prendono cura di lei con grande amore.

Ma nel frattempo si è fatto mezzogiorno ed è tempo di pensare al pranzo. «Domani è sabato, polenta col brasato: il mio piatto preferito». Così la salutiamo, consapevoli di quanta forza conserva Giovanna, anche oggi che appare così fragile.

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