Tangenziale, crescono le piante tra le corsie

LODI Dopo le chiusure delle corsie a causa dei crolli e l’illuminazione a singhiozzo

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Gli alberi vengono tagliati dove non si dovrebbe, ma in compenso crescono rigogliosi dove non potrebbero proprio starci, prima di tutto per ragioni di sicurezza.

Il caldo torrido di questa estate 2026 non ha evidentemente influito negativamente sulla “folta vegetazione” che abita il corridoio centrale tra le due corsie della tangenziale di Lodi, in particolare nel tratto compreso tra la rotonda della Faustina e lo svincolo di San Grato.

In particolare, all’altezza del sovrappasso dopo lo svincolo di Lodi Vecchio, in direzione di Milano, quella che è ormai diventata una pianta rischia addirittura di colpire i motociclisti di passaggio, quelli certamente più esposti al pericolo: per le automobili, invece, il rischio è rappresentato da possibili cadute di rami e vegetazione, oppure ancora dalla riduzione della visibilità.

Non è la prima volta che la tangenziale di Lodi, di competenza dell’Anas, balza ai “disonori” della cronaca. Al di là dei crolli delle massicciate, in prossimità dello svincolo per l’ospedale, in occasione di fenomeni meteorologici estremi, con conseguenti prolungate chiusure per consentire i lavori di ripristino, periodicamente chi affronta di notte il lungo serpentone d’asfalto deve fare i conti con l’illuminazione spenta. Tra i punti più pericolosi, in caso di black out, vi è sicuramente la rotonda di San Bernardo, percorsa anche dai mezzi dei vigili del fuoco del vicino comando di viale Piacenza, chiamati a intervenire in tempi strettissimi nei diversi punti del territorio dove vengono chiamati.

Ora dunque, a questa lunga lista di disagi, c’è da aggiungere anche la crescita indiscriminata della vegetazione, per la quale si auspicano tempi certi per la manutenzione. Anche e soprattutto alla luce dei pericoli per la circolazione stradale.

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