Venerdì 22 maggio con «il Cittadino» l’Atlante demografico del Lodigiano e del Sudmilano
Lo studio dell’Università Cattolica L’inserto di 44 pagine dedicato all’analisi del nostro territorio
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Nato per scattare una fotografia del territorio, L’Atlante demografico del Lodigiano e del Sudmilano è arrivato alla terza edizione e, anno dopo anno, si propone come uno strumento di analisi e di riflessione, partendo dal rigore dei dati.
È un impegno che il Cittadino porta avanti volentieri, fedele alla missione di giornale del territorio, insieme ai partner che hanno scelto di camminare con noi e che rendono possibile la realizzazione di questo prodotto editoriale.
La forza dei numeri
Dopo la prima pionieristica edizione, abbiamo raffinato il modello di lavoro e avviato una felice collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il cui dipartimento di Scienze economiche e sociali fornisce la base statistica che sorregge il progetto.
Anche quest’anno dunque proponiamo uno studio sull’andamento demografico della provincia di Lodi e dell’area del Sudmilano, che a distanza di dodici mesi dal precedente non mostra variazioni particolarmente sensibili ma conferma alcuni trend, tra gli altri, quello della crisi della natalità, che ahimè accomuna molti Paesi occidentali.
I Neet: problema irrisolto
L’approfondimento di quest’anno è però dedicato al fenomeno dei Neet, giovani che non studiano e non lavorano e che, nelle società più evolute sono oggetto di attenzione crescente per la conseguenze economiche, sociali e finanche psicologiche.
Il punto di partenza sono come sempre i numeri, che indicano la provincia di Lodi come la peggiore in Lombardia per percentuale di Neet residenti. In termini assoluti non parliamo di una componente di dimensioni enormi, tuttavia va contestualizzata in un territorio limitato per superficie e numero di residenti, peraltro con un sistema scolastico molto vario e mediamente di buona qualità.
Cosa racconta il fenomeno Neet?
Intanto che esiste una fetta di popolazione, collocata nell’età più “fertile” della vita, che fatica a trovare la propria collocazione. E questo è un problema per l’intera società.
In secondo luogo, un’elevata percentuale di Neet si traduce anche in conseguenze economiche negative, basti pensare alla ormai cronica difficoltà delle aziende a trovare personale, specie se qualificato.
E ancora, e questo è un aspetto che affrontiamo con particolare dovizia nell’Atlante, il tema investe in maniera rilevante il mondo dell’istruzione, specie quello della formazione professionale, che nel Lodigiano - ma anche nel Sudmilano - è cresciuto molto negli ultimi anni. Evidentemente però i margini di ulteriore crescita ci sono, perché una parte della possibile utenza o non viene intercettata o si perde per strada.
A chi deve interessare...
Un territorio piccolo come il Lodigiano, nel quale emerge con forza il tema dei Neet, non può, infine, lasciare indifferenti le istituzioni, i Comuni, gli enti amministrativi di livello intermedio, il mondo della rappresentanza, le associazioni di categoria, i sindacati, le parrocchie e gli oratori, l’universo sportivo e quello dell’associazionismo. Ed è proprio a tutti questi soggetti che si rivolge l’Atlante, con la piccola ambizione, supportata nei fatti dall’Università Cattolica, di rappresentare uno strumento utile al dibattito locale e alla progettualità degli enti pubblici e privati.
Il nostro grazie
A quanti, fin dal primo anno, ci hanno accompagnato nel progetto dell’Atlante va il nostro grazie. Alla Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi in particolare, che ha colti fin da subito l’essenza di questa iniziativa e attraverso l’ex presidente Mauro Parazzi e l’attuale Alfio Quarteroni ci ha fornito e ci fornisce anche lo sprone motivazionale per metterla in campo.
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