Via alle indagini ambientali sui terreni degli orti abusivi di Via Piermarini a Lodi
SCAVI Operazioni alla ricerca di sostanze inquinanti indispensabili per rimettere la zona a disposizione dei cittadini
Lettura 1 min.Per decenni sono stati una sorta di “terra di mezzo” sfuggita a ogni regola. Una fascia di rispetto lungo la linea ferroviaria di via Piermarini trasformata in appezzamenti coltivati illegalmente, ma anche veri e propri rifugi urbani dotati di verande, cucine e perfino servizi igienici costruiti in totale assenza di permessi. Oggi, in quegli spazi ormai pressoché deserti, sono spuntate le ruspe e si è tornato a scavare.
Nessun allarme, però, non si tratta di un nuovo abuso: sono in corso le delicate indagini ambientali volute dal Comune di Lodi per far rinascere l’area nel segno della legalità. Qualcosa dunque si muove intorno agli ex orti abusivi di via Piermarini: al via scavi e indagini per andare a caccia di possibili inquinanti nei terreni, operazioni necessaria a rimettere eventualmente a disposizione della città le aree. Al giugno 2025 risale la prima ordinanza di sgombero e ripristino dei luoghi emessa da palazzo Broletto, che aveva acceso un feroce dibattito. Da un lato l’urgenza di ripristinare la legge, dall’altro le barricate politiche e i ricorsi al Tar degli occupanti, decisi a difendere quello che consideravano un “diritto acquisito” garantito dagli anni di presidio. A gennaio 2026, dopo svariati sopralluoghi del Broletto, era arrivata la seconda ordinanza per la demolizione delle strutture abusive realizzate senza titolo. Ora, spenti i clamori, la parola passa ai tecnici. I movimenti di terra avviati in questi giorni servono a effettuare i campionamenti per caratterizzare i suoli. Un passaggio obbligato per concretizzare l’ambizione dell’amministrazione: cancellare l’abusivismo per creare una rete di orti comunali, da affidare in concessione tramite bando, seguendo il modello virtuoso già collaudato alle Caselle o a Selvagreca.
L’incarico è stato affidato allo Studio geologico ambientale di Gabriele Corbelli che analizzerà i campioni, mentre l’impresa edile F.lli Borchia di San Martino in Strada sta eseguendo materialmente gli scavi di supporto. Un investimento di 8.500 euro per tastare il polso al sottosuolo. Se le analisi confermeranno che il suolo è adatto, al posto degli appezzamenti abusivi sorgerà un nuovo polmone verde, ripristinando la legalità senza disperdere la vocazione sociale di quel pezzo di città.
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