CASTIGLIONE Elecos chiude, lavoratrici in allarme

L’azienda vuole trasferire il personale a Romanengo, ma la Cgil è scesa in campo: c’è preoccupazione sull’applicazione del contratto

Castiglione

La ditta Elecos di Castiglione, contoterzista per conto del colosso Intercos, chiude e tutte le lavoratrici hanno una promessa di riassunzione diretta da parte della multinazionale della cosmesi nel nuovo stabilimento di Romanengo, a 25 chilometri dall’attuale sede di lavoro. L’operazione rientra nell’ambito della internalizzazione della forza lavoro attuata dal gigante della cosmesi cremasco ed è prevista entro il 30 giugno prossimo. Ma il passaggio dei 70 lavoratori di Castiglione, in realtà quasi tutte donne, non è facile né scontato. Intercos ha comunicato proprio in questi giorni la volontà di riassumere le lavoratrici con il contratto collettivo multiservizi, mentre la Filt Cgil di Lodi e la Filtcem Cgil di Cremona, che hanno già avuto un primo incontro con le aziende, chiedono di non peggiorare le condizioni contrattuali e di riassumere le lavoratrici con il contratto collettivo della logistica e dei trasporti oppure con il contratto di filiera, quello dei chimici. «C’è stato un primo incontro, ma proprio in questi giorni Intercos ha comunicato di voler procedere con il contratto multiservizi, che per noi è irricevibile – dice Sedyna Ndoye, segretario Filt Cgil Lodi -. Proclamiamo lo stato d’agitazione, in attesa dell’incontro con le aziende. Le lavoratrici sono disponibili a spostarsi, ma non ci devono essere condizioni peggiorative rispetto all’attuale situazione».

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