
Cronaca / Basso Lodigiano
Giovedì 03 Aprile 2025
CODOGNO Perse la gamba sotto il treno a 15 anni, appello disperato di mamma Angela
Il caso «Aiutatemi, Simone deve andare in un centro ad hoc. Da soli insieme noi 2 non possiamo più stare»
Appello da mamma Angela e dal figlio Simone Contini di Codogno. Il ragazzo, finito sotto il treno, nella stazione di Pavia, nel 2022, all’età di 15 anni, è in carrozzina con una protesi alla gamba. «Chiedo di poter andare in una struttura che mi aiuti a costruirmi un futuro», commenta il giovane. La mamma è disperata: «Viviamo in casa io e lui h 24 - racconta la signora Coldilana -, ho scritto una lettera di aiuto ai servizi, facendo capire che la nostra relazione è diventata tossica. Da dicembre ha già fatto 3 accessi in pronto soccorso, con intervento dei carabinieri e ricovero anche coatto, in psichiatria. Simone aveva dei disturbi comportamentali già prima dell’incidente e sono continuati. Serve un ricovero in una struttura adeguata». «È vero - conferma Simone -, ci sono dei momenti in cui lancio gli oggetti, ma senza far male alle persone». Qualche giorno fa ha bucato anche la parete, annota il genitore. «Simone aveva 15 anni quando è finito sotto il treno - racconta -, ne avrebbe compiuti 16 qualche giorno dopo. È andato subito al San Matteo di Pavia, poi a Fiorenzuola in un reparto di riabilitazione neurologica, poi a Como. Dall’estate scorsa è a casa da solo insieme a me. È stato seguito dal servizio di tutela minori fino ai 18 anni, non hanno voluto proseguire la presa in carico fino ai 21. Ha iniziato a frequentare il Cps e ad assumere la terapia farmacologica». Ma non è sufficiente. La signora Angela vorrebbe che il Comune intervenisse, incentivando l’ingresso di Simone in una struttura ad hoc: «Il Comune mi manda il Sad che si occupa dell’igiene di mio figlio - spiega la donna -, viene anche un educatore una volta alla settimana, per il resto pago io l’attività riabilitativa in palestra, a Casale e anche il fisioterapista a domicilio. Abbiamo visto che esistono strutture adatte a Simone, ce n’è una a Limbiate per esempio. I costi però sono elevati, andare in autonomia è impossibile. Anche la sua psicologa ha detto che il ricovero in un centro sarebbe una buona cosa, ma se non si attivano ora, con le liste d’attesa che ci sono, chissà quanto tempo passa ancora e qua non ce la facciamo più. La situazione è seria».
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