Cronaca / Basso Lodigiano
Giovedì 21 Agosto 2025
L’emozione di cantare sul palco
e davanti al grande Pippo Baudo
CASALE Nel 1969, Angela Livraghi partecipò alle selezioni per Castrocaro
«Numero 5, mi raccomando eh. Tranquilla». Sono passati cinquantasei anni da quel lontano 1969, eppure la casalina Angela Livraghi se la ricorda come se fosse ieri la voce che la incitava a restare calma, alle selezioni per il concorso di Castrocaro a Milano. La voce era di “Superpippo”. Proprio lui: Pippo Baudo. In questi giorni in cui il Paese piange la scomparsa del conduttore e autore televisivo, avvenuta il 16 agosto scorso, la signora Livraghi che oggi ha 74anni e all’epoca ne aveva appena diciotto, torna con la mente alla sé ragazzina. In un mondo che a raccontarlo ora sembra appartenere davvero a un altro secolo. Dotata di bel canto, all’epoca Angela partecipa a moltissimi concorsi sia a livello locale che nazionale. Fra cui proprio le selezioni per Castrocaro. La primissima volta a 16 anni a Reggio Emilia. E la seconda a 18 a Milano, insieme a Fiordaliso. Presentatore, entrambe le volte, Pippo Baudo.
«L’ho visto la prima volta quando avevo sedici anni e ho fatto questo concorso e c’era lui che presentava. Portavo le canzoni di Mina o della Caselli – ricorda la donna, conosciutissima a Casale dove organizza il mercatino dell’antiquariato e del vintage in piazza -. A quell’età, di fronte a un personaggio così grande, io ero un po’ titubante. Mi dicevo: “Mamma mia, sono qua”, cioè le emozioni erano forti. Però lui era socievole con tutti e ha messo a proprio agio noi ragazzi».
Baudo era già Baudo, ma lontanissimo dal darsi delle arie, nel ricordo della 74enne è come un “fratello maggiore” che capisce e incoraggia. «Ricordo che la seconda volta, quando avevo diciott’anni, avevamo anche il numero e quando era toccato a me, mi ha detto: “Numero 5, mi raccomando eh. Tranquilla”. Poi, rivolto a tutti noi ragazzi: “Mettetevi in testa che venite a cantare, fatelo come se foste a casa vostra ...”, perché capiva che eravamo giovani e un pochettino pieni di paura, perché erano cose per noi importantissime». Non che si pensasse di voler diventare qualcuno. Manco per sogno. «Non si diceva: “Cosa vuoi fare da grande?”. “La cantante”. Io non l’ho mai detto – prosegue Livraghi -. Il cantare e il ballare erano un divertimento». Come andare in bicicletta. Una cosa semplice. Non c’erano allora gli/le influencer. Così la tremarella era più una forma di rispetto per la figura che si aveva davanti. Baudo però sapeva stemperare le paure. Così una volta che una ragazzina di Pavia aveva avuto un blocco e non voleva più cantare, «l’aveva accompagnata fuori – prosegue Angela -. Non so se le abbia preso un gelato o cos’altro, ma avevamo dovuto aspettare venti minuti e quando erano rientrati, aveva cantato». Alle finalissime delle selezioni per Castrocaro a diciotto anni, Angela non arrivò mai. All’epoca era già fidanzata con il ragazzo che avrebbe sposato, e dovendo scegliere tra l’amore e la musica non ebbe dubbi. Poi, da grande, ha coltivato la passione per il teatro. Ma non ha mai perso quella per il canto, tant’è che giorni fa, a un karaoke al mare, non ha resistito e ha preso il microfono. Quando era ragazza proliferavano i concorsi, nelle grandi città come nei piccoli paesi. Ad accompagnare lei e la sorella era il casalino Franco Carelli, amico dei genitori. Il padre di Angela, carpentiere alla Peveralli, quando la ditta aveva chiuso si era trovato improvvisamente senza lavoro. Così aveva preso in gestione il bar trattoria “Il Giardino” in via Gramsci, quello con le bocce. E appena tredicenne lei, prima di tre figlie femmine, aveva dovuto piantare la scuola e dare una mano ai genitori al locale. Ma senza smettere di sognare: così il diploma lo ha preso alle serali e ha studiato anche canto dal maestro Martini di Piacenza «Lo stesso di Fiordaliso».
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