Cronaca / Basso Lodigiano
Domenica 12 Maggio 2024
LODI - L’ipotesi di nuovi servizi: l’annuncio di Grignaffini
Il nuovo direttore generale della Asst«Si vuole iniziare dagli infermieri a domicilio»
Lodi
Casa di comunità: a Lodi aprirà nel 2025,
ma già oggi si inizia a ragionare sul poter fornire parte dei servizi in anticipo rispetto ai tempi di realizzazione della struttura fisica, dettati dal Pnrr. Lo ha detto giovedì pomeriggio nel corso della presentazione dell’Atlante demografico del «Cittadino» il direttore generale Asst Lodi Guido Grignaffini, che il giorno seguente è poi ritornato sull’argomento: «Faremo questo tentativo con il Comune, magari sfruttando temporaneamente qualche spazio dell’attuale ospedale o in quello vecchio. È un ragionamento che stiamo facendo per settembre, in un’ottica di rodaggio dei processi che poi saranno propri della casa di comunità, che aprirà nel 2025 all’ex Maternità».
Le case di comunità hanno come target pazienti fragili e cronici. «Le ipotesi sono quelle di iniziare ad istituire un punto unico di accesso equipaggiato con figure professionali e di far iniziare a lavorare gli infermieri di famiglia a domicilio su tutto il territorio» dice Grignaffini. In questo senso, il punto unico di accesso è ancora tutto da costruire, bisognerà trovare una collocazione che sarebbe provvisoria in attesa poi dell’apertura effettiva della casa di comunità.
Per quanto riguarda la possibilità di istituire una seconda casa al Parco Tecnologico Padano, l’ipotesi per Grignaffini sembra tramontata: «Un’idea che non sta in piedi perché da regolamento Pnrr l’immobile deve essere di proprietà pubblica. La sede sarà quindi solo una, all’ex Maternità». Oltre a quella di Lodi, in fase di realizzazione, si contano quelle di Sant’Angelo, Casale, Codogno e Zelo. In questo contesto si inserisce anche il discorso legato agli ospedali di comunità, come c’è già a Sant’Angelo e come ci sarà a Casale: «Gli ospedali di comunità sono stati concepiti come posti letto a bassa intensità assistenziale e a conduzione prevalentemente infermieristica, utili per pazienti per cui bisogna aggiustare la terapia, oppure che hanno bisogno di un periodo di osservazione all’interno di un reparto. La ricezione avviene sia dal territorio sia dai reparti ospedalieri stessi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA