
Cronaca / Centro Lodigiano
Martedì 01 Ottobre 2024
Alusteel Coating e Mta, aziende con il fiato corto
La crisi Il settore metalmeccanico tra Somaglia e Codogno
Alusteel Coating di Somaglia e Mta di Codogno, calano le produzioni e dopo anni di vento in poppa il settore metalmeccanico lodigiano si risveglia con il fiato corto. Oggi sono in programma incontri sindacali in queste aziende proprio per capire l’intensità del momento e quali correttivi le imprese vogliano mettere in atto. Sono gli strascichi sul territorio delle grandi questioni internazionali e nazionali, dalla transizione green delle auto verso l’elettrico all’onda lunga di deflusso degli investimenti in edilizia degli ultimi anni nel 110 per cento.
Per Alusteel Coating l’ipotesi di un ammortizzatore sociale, una cassa integrazione ordinaria da 13 settimane, non è da escludere. Oggi si giocherà a carte scoperte con i sindacati: la società che si occupa della lavorazione di metalli sta andando incontro a un preoccupante calo della produzione, pare come effetto dello stop agli investimenti di natura edile dopo la sbornia del 110 per cento. Altro incontro odierno riguarda il colosso lodigiano dell’automotive Mta, dove invece è escluso per ora il ricorso agli ammortizzatori sociali. Il calo di produzione però è dichiarato, e potrebbe portare al mancato rinnovo dei lavoratori interinali (un primo gruppo in scadenza 30 settembre non è stato confermato). In questo caso è tutto il settore auto europeo in fibrillazione, tra la lenta e difficile transizione verso le auto elettriche e un mercato che più stagnante non si può.
D’altronde l’onda lunga del calo di commesse a partire dalla fine dell’anno scorso ha investito diverse aziende del settore metalmeccanico lodigiano. La crisi più difficile è stata quella di Condevo di Marudo e Vidardo, dove si producono componenti per caldaie. Dopo una lunga fase di ammortizzatori sociali, 34 lavoratori sono stati licenziati. Nello stesso settore, Arca Caldaie di San Rocco applica la cassa integrazione ormai da un anno. Per entrambe la crisi nasce da lontano, dalle norme europee che vietano in futuro la commercializzazione di caldaie a condensazione tradizionali e da un mercato che, dopo il 110 per cento, ha rallentato quasi completamente le commesse.
Sull’altra grave crisi del momento, quella dell’automotive, lo tsunami avanza. General Ricambi di Castiglione è alle prese con una crisi strutturale aziendale appesantita dal momento del mercato e ha avviato le procedure di cassa integrazione, Cabloprim di Guardamiglio ha già aperto una cassa integrazione. Prima di loro, un calo di commesse importante era stato segnalato da Italtergi che aveva richiesto cassa integrazione prima dell’estate, senza poi fortunatamente farne uso.
Se tre indizi fanno una prova, nell’ultimo anno con accelerazione negli ultimi mesi gli indizi sono ben più numerosi, e raccontano di un autunno-inverno che si preannuncia molto caldo per le tute blu
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