Bollette non pagate, i ragazzi si allenano nel posteggio

Borgo San Giovanni Diatriba tra il Fanfulla e la proprietà del campo

Borgo San Giovanni

Bollette della luce e utenze del gas non pagate. Trenta ragazzini lunedì, al loro arrivo al campo da calcio, hanno trovato le porte del centro sportivo chiuse. E si sono perciò dovuti allenare nel parcheggio. È quanto successo al centro sportivo di Borgo San Giovanni, dove da qualche tempo si allenano le promesse del domani del Fanfulla, squadra del capoluogo che milita in Serie D.

A ricostruire l’accaduto è Vincenzo Graziuso, marito di Mariarosa Palomba che gestisce il centro sportivo affidatole dal Comune. «È successo che il Fanfulla non ha pagato le utenze, c’è un buco di 1600 euro e una presa in giro a monte che non rende più tollerabile proseguire il rapporto - dice Graziuso -. Il Fanfulla è da anni che utilizza il campo del nostro centro sportivo. Per il campo al Fanfulla non chiediamo l’affitto ma solamente di provvedere al pagamento delle utenze. È un contratto di rimborso spese. Le bollette di gennaio non sono state pagate, l’ho fatto presente alla presidenza del Fanfulla Tufo la quale però non ha pagato e ci ha costretto a prendere misure drastiche». Graziuso spiega di avere avuto, dopo quel fatidico lunedì, un incontro con la presidenza Tufo, «la quale mi ha garantito che avrebbe pagato, ma il bonifico è stato poi revocato» perciò il campo di Borgo è rimasto off-limits e i ragazzi del Fanfulla sono dovuti andare ad allenarsi altrove.

A Graziuso risponde il vicepresidente del Fanfulla Crescenzio Tufo: «Graziuso si rifiuta di allegare le bollette alla fattura, quindi decide lui quanto addebitarci, non c’è trasparenza» anche se Graziuso dice che «questa cosa non è vera, sono stratagemmi per non pagare».

L’articolo intero, che sarà firmato da Federico Dovera, sarà in edicola sul «Cittadino» del 14 febbraio 2025

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