Camionista 59enne suicida per stress,
condannati il presidente e un preposto di Af Logistics di Massalengo

LOGISTICA Riconosciuto il nesso tra turni massacranti e gesto estremo

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Il tribunale di Torino riconosce nel suicidio di un camionista 59enne di Af Logistics una responsabilità del datore di lavoro e dell’azienda di Massalengo, stabilendo una connessione diretta tra le condizioni lavorative, descritte come soggette a «turni massacranti» e «pressioni continue», e il gesto estremo del dipendente. Si tratta di una sentenza storica e destinata a far discutere. La vicenda si riferisce al marzo 2023 quando il camionista Renato Fesce, in forza al magazzino di Rivalta Torinese di Af Logistics, si tolse la vita lanciandosi dal balcone di casa. La procura aveva accusato Antonio Ferrari, presidente del Cda di Af Logistics all’epoca dei fatti, per non avere adeguatamente valutato il rischio di stress lavoro correlato per i ritmi massacranti a cui il dipendente era sottoposto, e Pasquale Martucci, preposto del magazzino di Rivalta Torinese, per stalking e morte conseguente, avendo sottoposto il dipendente a ritmi massacranti, con condotte aggressive, violente e vessatorie. Il Gup del Tribunale ha addirittura aumentato le pene rispetto alla richiesta dell’accusa, condannando a 1 anno e 8 mesi di reclusione il preposto, senza beneficio della condizionale, a 8 mesi di reclusione Antonio Ferrari e a 42mila euro di pena pecuniaria la società.

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