Faceva scuola guida, ma era una istruttrice abusiva
Una 40enne lodigiana nei guai, si faceva pagare le lezioni, ma non aveva alcun titolo, multa da 11mila euro
Lettura 1 min.Belgioioso
Aiutava cittadini di origine straniera e italiani di seconda generazione a prendere la patente di guida, ma a sua volta non aveva la “patente” per esercitare la professione di istruttrice di guida. È stata individuata, denunciata e sanzionata per 11mila euro dai carabinieri della compagnia di Pavia una donna di 40 anni residente nella provincia di Lodi che si faceva pagare lautamente per un’ora di guida. Centinaia i clienti nel giro delle lezioni di guida della donna, che pubblicizzava i suoi servizi tramite un gruppo Whatsapp.
Tutto ha preso il via a metà gennaio, quando una pattuglia dei carabinieri della stazione di Belgioioso aveva fermato per un normale controllo un’auto con a bordo due donne, la 40enne e una ragazza di 18 anni, palesemente alle prime esperienze di guida, e in possesso del solo foglio rosa. La giovane aveva dichiarato di trovarsi in auto con la donna per fare esperienza di guida, una versione che però ha insospettito i militari perché le due non avevano alcun rapporto di parentela e perché la zona di provenienza della 40enne risultava anomala e molto poco compatibile con quella della ragazza, originaria di Belgioioso. Le due donne sono state quindi condotte in caserma per gli approfondimenti del caso e la 18enne ha ammesso di trovarsi in auto con la 40enne per delle lezioni di guida a pagamento, chiaramente illegittime perché condotte senza alcuna autorizzazione a esercitare la professione.
È partita quindi una breve, ma intensa indagine, che ha portato allo scoperto un giro di lezioni abusive ben più grande.
Infatti, la 40enne pubblicizzava i suoi servizi da istruttrice in un gruppo Whatsapp con circa 380 iscritti.
Il tariffario era variabile, ma indicativamente compreso tra 40 e 50 euro per ogni ora di guida, del tutto simile al costo medio praticato nelle scuole guida certificate. In alcuni casi il corrispettivo concordato è stato incassato sotto forma di rifornimento di benzina, come appurato dai carabinieri. Pur non avendo accertato con precisione quanti dei 380 iscritti avessero effettivamente usufruito delle lezioni di guida abusive, il giro d’affari sembra elevato, nell’ordine di qualche decina di migliaia di euro. Gli aspiranti conducenti sono residenti nella provincia di Lodi e di Pavia, e sono soprattutto, anche se non solo, stranieri o italiani di seconda generazione.
Per la donna è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Pavia, nonché un verbale per violazione di alcuni articoli al codice della strada per un totale di 11mila euro circa, mentre non sono da escludere ulteriori approfondimenti che la Procura potrebbe disporre relativamente agli accertamenti finanziari per verificare l’ammontare degli introiti rimasti esentasse ed eventuali legami con altre persone implicate nella vicenda
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