Hanno otto figli e uno sfratto: appello al sindaco Devecchi per una casa
SANT’ANGELO Antonina Sena e Marcello Di Meo devono lasciare l’abitazione Aler a Lorenteggio a Milano
Lettura 2 min.I lettini degli otto figli sono uno attaccato all’altro in un tetris perfetto quanto precario. Perché Antonina Sena e Marcello Di Meo, lei 39 anni e lui 52, entrambi di origini palermitane, presto dovranno lasciare l’appartamento Aler in zona Lorenteggio dove hanno messo su famiglia. Ci abitano dal 2016, quando Marcello ha iniziato a far da badante a un anziano 99enne, che aveva occupato abusivamente i 55 metri quadri dell’alloggio. Nel 2017 il nonnino è morto. E la coppia ha continuato a vivere lì, senza che nessuno dicesse loro niente. Fino a pochi giorni fa, quando hanno ricevuto una diffida bonaria a rilasciare l’abitazione, per cui rischiano di restare senza un tetto sopra la testa. Loro e gli otto figli, il più grande di nove anni e le ultime due gemelle, di nove mesi. Dopo aver bussato a mille porte senza che sia servito a niente, la famiglia vorrebbe trasferirsi a Sant’Angelo Lodigiano, dove vivono i genitori di Antonina e il padre fa il custode del cimitero. Da qui l’appello che rivolge direttamente al sindaco Cristiano Devecchi: «Alle case Aler in via Polli e Daccò dove abitano i miei genitori ci sono tanti alloggi chiusi e volevo chiedere al sindaco se è possibile darci uno di questi alloggi vuoti» chiede la 39enne. La diffida di rilascio dell’appartamento a Milano è timbrata 30 luglio, ma i coniugi l’hanno ricevuta l’11 agosto «E’ stata una mazzata, la paura è di ritrovarci fuori da un momento all’altro – confida la donna, che non nasconde l’irregolarità della posizione in cui si trovano ma prova a spiegare -. Sappiamo di non essere nella ragione, ma in questo arco di dieci anni ci siamo comunque mossi. Io ho presentato, anche da abusiva come dicono “loro”, diverse domande per ottenere un alloggio Aler. Quattro o cinque per Milano e una per Sant’Angelo Lodigiano, ma non ho ottenuto alcuna risposta». Il termine per restare dove sono, scade il 26 agosto. Nel frattempo, però, l’eco mediatica che ha avuto la storia della famiglia, ha fatto sì che lo sgombero sia stato temporaneamente congelato.
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