Inceneritore di Vidardo, secondo ricorso
contro la Provincia di Lodi

Il progetto Continua la battaglia legale sull’ampliamento del termovalorizzatore

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Provincia di Lodi e Regione Lombardia, di concerto, hanno svolto azioni per impedire l’ampliamento dell’inceneritore di Vidardo. Questo è il senso del secondo ricorso al Tar

di Ecowatt Vidardo, arrivato senza nemmeno lasciare il tempo al territorio di gioire per lo stop derivante dalla decisione regionale di accogliere nuovi criteri escludenti per gli impianti di trattamento rifiuti nel Lodigiano. La società, tuttavia, non ha impugnato direttamente la delibera regionale approvata solo 10 giorni fa, ma direttamente il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale nella parte delle Progettualità di Interesse Sovralocale, quelle schede di valorizzazione ambientale e paesaggistica del territorio in ragione delle quali, appunto, Regione ha poi deliberato l’impossibilità di nuovi insediamenti di impianti. Il ricorso al Tar Lombardia è stato depositato proprio una decina di giorni fa.

Nel ricorso al Tar, Ecowatt Vidardo, che è controllata dal gruppo Itelyum, esplicita i suoi sospetti: la proposta di ampliamento «ha incontrato il dissenso dei politici locali, prima ancora che della popolazione residente», e quel dissenso si è trasformato in un’azione coordinata tra Provincia e Regione per arrivare allo stop

Secondo la ricostruzione di Ecowatt, Regione a luglio dell’anno scorso «aveva emanato una disposizione legislativa (articolo 32 della Lr 11/2024), la cui applicazione aveva consentito la sospensione del procedimento avviato».

Contro la sospensione, Ecowatt ha già fatto ricorso al Tribunale Amministrativo, che ha fissato l’udienza al prossimo 3 ottobre. Ma non solo, secondo la società, «dopo la sospensione del procedimento, la Provincia di Lodi ha definito il procedimento di approvazione del Ptcp, introducendo, solo in sede di approvazione e in accoglimento di un’osservazione di ufficio, una disciplina pianificatoria che impedisce la realizzazione dell’ampliamento del termovalorizzatore di Ecowatt».

Con una lunga e articolata disamina di 36 pagine, la società arriva alla conclusione che «le previsioni introdotte in sede di approvazione del Ptcp risultano immediatamente e fortemente lesive degli interessi della ricorrente in quanto, attraverso l’individuazione di nuove aree non idonee e di nuove prescrizioni, impediscono la realizzazione dell’intervento». E questo in violazione o errata applicazione delle norme, secondo la società. Il progetto depositato e per il quale era chiesta l’autorizzazione prevede di ampliare la capacità di incenerimento dalle attuali 34mila tonnellate annue a 154mila.n

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