Kelly, la velocista che non pensa di essere una star VIDEO
Sant’Angelo Non si dà un briciolo di arie, eppure l’atleta che studia al Pandini e ha appena ottenuto il record europeo nei 60 metri indoor, oltre a tutti gli altri già inanellati. L’abbiamo incontrata insieme ai compagni tra un tiro di palla all’amica e l’abbraccio delle compagne
Sant’Angelo
«Ho fatto tante interviste, ma ogni volta sono sempre più ansiosa». Chi lo direbbe? Il liceo delle scienze applicate con curvatura sportiva del Pandini, parola di prof, non ha mai avuto un’atleta come la velocista Kelly Ann Doualla Edimo, anche se tra i banchi della scuola barasina ha studiato il “mitra”, l’attaccante Alessandro Matri. La giovane sprinter, in questi giorni, è sulle copertine dei quotidiani nazionali. A soli 15 anni ha ottenuto, ad Ancona, con il suo 7”23, il record europeo under 18, un risultato che l’ha resa l’atleta più veloce dello sprint mondiale sulla distanza prima del compimento del 16esimo anno di età.
«L’ansia cresce quando arrivo ai blocchi, ma poi si trasforma in carica»
L’abbiamo incontrata fuori dalla pista e dai riflettori, nella sua classe, la II LB, a prendersi gli abbracci della compagna vidardese Sara Todaro, che, invece, è specializzata in ginnastica acrobatica come la compagna Niki Rossi ed è iscritta alla Ass Achena 2. Sono una lo specchio dell’altra. «Al matrimonio ti vesto e ti trucco io», dice Sara a Kelly, intenzionata a sposarsi e avere dei figli quando sarà ora. Improvvisano ruote e altre magie a corpo libero, si lanciano la palla. «Quando corro sono tranquilla - dice Kelly -, l’ansia cresce quando arrivo ai blocchi, ma poi si trasforma in carica. Non sono mai sorpresa dei risultati, so di avere di fronte obiettivi che posso raggiungere». I suoi compagni della Cus pro Patria Milano la prendono in giro “Ah la campionessa del mondo”, ma scherzano e sono solidali. I compagni di classe? «Mi prendono in giro molto di più», ride, ma lo fanno per scherzare.
«Se non sono contenta dei risultati piango, ma poi con l’allenatore trasformo la tristezza in gioia»
«Se venissero a vedermi i compagni di classe mi agiterebbero però - dice -, seguono le mie performance nei video che posto su Instagram». Il suo obiettivo di quest’anno è scendere sotto il 7”20 o almeno raggiungerlo. Ora l’età le consente di partecipare agli europei, ma Kelly sogna di arrivare ai mondiali e poi alle olimpiadi. La passione vince sulla fatica dell’allenamento. «Faccio quello che mi piace», dice. E gli altri voti in pagella, sono buoni, «ma potrei fare di più». Suo fratello la segue in tutte le gare e anche agli allenamenti: un’ora e mezza per 5 giorni alla settimana. L’iscrizione all’università è data per scontata in famiglia, sempre in ambito sportivo.
Ogni volta che non raggiunge i risultati sperati «mi metto a piangere - dice -, poi con il mio allenatore analizzo cosa non è andato per il verso giusto e trasformo la tristezza in energia». In fondo, dicono all’unisono, Kelly e Sara, lo sport è anche uno strumento per fare amicizia. «Non ci sentiamo delle star, ma ragazze normali e trasparenti».
Un piano individualizzato per chi fa agonismo
Nella II LB, ma in generale nel liceo sportivo che accoglie 320 studenti, le femmine sono la minoranza. La classe di Kelly è una classe «molto unita», annota la prof di geografia Simonetta Bottaro. Il loro entusiasmo è contagioso.
Se quando sono seduti al banco bisogna strappargli le parole di bocca basta farli alzare che fanno a gara per mettersi davanti all’obiettivo e raccontare dei loro risultati. Il loro entusiasmo è contagioso. Altro che generazione di “sdraiati”.
Le ragazze abbracciano Kelly. Quando entra il prof di religione Fabrizio Cassinari i maschi lo accolgono come fosse anche lui un divo. E quando gli dicono che il fotografo vuole riportarli in palestra per un nuovo scatto di gruppo tra reti e canestri, lo sa anche lui che l’idea è una trovata in una mattina un po’ speciale che li fa sentire protagonisti. E se lo meritano.
«Il Pandini ha la curvatura sportiva da 12 anni - dice la coordinatrice del dipartimento di scienze motorie Chiara Puzzo -. Da noi i ragazzi che fanno agonismo possono beneficiare del piano individualizzato che viene autorizzato dal ministero. Consente tra l’altro di avere interrogazioni programmate in caso di competizioni e di stare assenti da scuola per gli stessi motivi». Sono 40 al Pandini gli studenti che ne hanno diritto. La scuola ha creato una rete con le società. Insieme studiano i piani didattici per non intralciare l’una gli obiettivi delle altre.
«Quando ha gareggiato ai campionati studenteschi tutto lo stadio si è bloccato in silenzio per guardare lei»
L’insegnante di educazione motoria di II LB Francesco Bonsignore è entusiasta. Guarda la classe, Kelly, la sua amica Sara: «Sono ragazzi corretti - dice -, oltre ad essere leader nelle loro discipline si impegnano sempre, nel modo migliore, in tutte le attività proposte. Approcciano lo sport con entusiasmo. Purtroppo, a volte, giustamente, le società, per tutelare gli atleti, non li lasciano partecipare ai giochi studenteschi. Hanno paura che si facciano male. È comprensibile, ma per noi è un peccato: avere una come Kelly ci farebbe fare un figurone. Sta battendo tutti i record: non abbiamo mai avuto una ragazza così. Quando ha gareggiato ai campionati studenteschi lo stadio intero si è bloccato. Erano tutti immobili, in silenzio, a guardare lei».
«Se si potenziassero i trasporti nel nostro istituto gli studenti sarebbero ancora di più»
«I miei studenti - aggiunge la preside Daniela Verdi - sono seri e e corretti. Lo sport è un mezzo per plasmare i cittadini del futuro. Chiedo solo una cosa: il potenziamento dei trasporti. I nostri alunni così potrebbero essere di più».
L’operatrice della scuola Loredana Colombo sta pulendo i corridoi, guarda i ragazzi che sfilano in corridoio. La loro voce riempie di entusiasmo il silenzio. «Seguo sempre i risultati di Kelly, tutte le interviste in Tv, leggo gli articoli», dice.
Kelly, la velocista tra i banchi del Pandini. Video di Alexandru Ploiesteanu
La classe di Kelly è una delle migliori dell’indirizzo.
Tommaso Poli, in classe con lei è appassionato di motonautica, gareggia a livello regionale. Da grande vuole fare il fisioterapista. Mattia Peditto punta a fare il fisioterapista in ambito calcistico. Come lui anche Riccardo Piacentini, terzino sinistro nel Fanfulla calcio under 17 e Alberto Muraro dell’Atletico Sordio, oltre a Nicolò Quarta di Albuzzano che nel tempo libero gioca a calcio. È arrivato terzo ai giochi matematici della scuola e adesso affronterà la competizione provinciale al Gandini il 19 febbraio. Edoardo Verrillo, invece, sogna di diventare un ingegnere meccanico.
(Foto di Alexandru Ploiesteanu)
Alessandro Sofian, attaccante, vuole diventare cronista sportivo. Riccardo Scudellaro, invece, che studia alla Muzza di Cornegliano, si alterna a centrocampo e in difesa, nel Fanfullla. «Ambisco a fare il calciatore - dice - oppure il fisioterapista o il procuratore di calcio». Ibrahim Elharoon, nato in Egitto, ha dei buonissimi voti, nel tempo libero va in palestra, ma si sottrae alle telecamere. «Ho già fatto una foto all’inizio dell’anno - dice - è sufficiente».
«Qua - dicono i ragazzi - giochiamo tutti a calcetto. Siamo in 12». Hanno scelto anche un mister, un capitano e il suo vice. Il primo della classe? «È Quarta, quello con la camicia azzurra», dice Ibrahim. «Io ho dei buoni voti, ma non come lui».
I prossimi mesi saranno pieni di progetti, tra sport inclusivo, iniziative per il recupero dei giochi popolari e settimane e gli stage sportivi. Su uno scaffale all’ingresso sono appoggiati decine di trofei vinti dai ragazzi della scuola in tutte le discipline sportive, dalla pallavolo femminile alla danza.
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