SANT’ANGELO Muore a 18 anni, caso archiviato. Ma la famiglia non si arrende
IL CASO I legali dei De Martino: «Ora combattiamo sul piano civile»
È di qualche giorno fa la decisione del Gip di archiviare il procedimento: «È vero che c’è stato un ritardo nell’assistenza, ma non sarebbe cambiato il decorso clinico della malattia di Francesca De Martino».
La famiglia della 18enne di Sant’Angelo morta, in seguito a una epatite, il 17 maggio del 2023, aveva presentato un esposto ai carabinieri e la Procura di Lodi aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. Il papà Sabatino De Martino punta il dito contro il medico di famiglia e il pronto soccorso del Policlinico San Matteo di Pavia. Il genitore riavvolge il nastro dei ricordi e la mente torna a quel 15 febbraio di 3 anni fa. Sua figlia non mangiava, aveva mal di pancia, l’avevano portata in pronto soccorso a Lodi: «Ha un principio di appendicite - le avevano detto -, comunque ha un’infezione, si faccia prescrivere le analisi del sangue tra 10 giorni dal suo medico di famiglia».
Il genitore non riesce a dimenticare quei giorni. «Il medico di base ha detto di continuare a prendere gli antidolorifici - spiega - è andata avanti per 3 mesi, fino a quando mia moglie l’ha trovata sul divano come se fosse in pre coma. Il 118 l’ha portata in pronto soccorso al San Matteo di Pavia. Qui - è l’accusa del papà - mia figlia è stata accolta in codice giallo e lasciata sulla barella in corridoio. “Aiutami”, mi diceva mia figlia. Fino a quando è stata male, l’hanno portata d’urgenza a Bergamo, intubata, per il trapianto di fegato. Dopo 3 giorni però è morta».
L’opinione del papà è che se l’avessero «intubata subito si sarebbe salvata». Il giudice per le indagini preliminari però ha disposto l’archiviazione. «La famiglia - spiega l’ avvocato Barbara Salis dello studio Buongiorno - ha fatto querela tempestivamente; alla prima richiesta del Pm è seguita l’archiviazione. Noi ci siamo opposti. Davanti al Gip di Lodi è stata chiesta un’integrazione della documentazione, ma è stata proposta ancora l’archiviazione perché “è vero che c’è stato un ritardo - era il senso del provvedimento - ma l’esito fatale non sarebbe stato scongiurato comunque”. Noi ci siamo opposti di nuovo, ma il Gip ha deciso qualche giorno fa di archiviare. A questo punto abbiamo le mani legate e quindi vogliamo spostare la causa in sede civile». I genitori sono a pezzi. «Mia moglie è in cura e io - dice il papà - non riesco a dormire, non posso cancellare dalla mente quei momenti. Noi chiediamo giustizia».
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