L’importanza di fede e carità per edificare la “Città di Dio”

PELLEGRINAGGIO Nella cattedrale di Tunisi la Messa presieduta dal vescovo Maurizio

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Nella splendida cornice della cattedrale di Tunisi, il gruppo dei lodigiani impegnati nel pellegrinaggio diocesano con il vescovo Maurizio sulle orme di Sant’Agostino, ha partecipato nella giornata di ieri, domenica 4 gennaio, all’Eucarestia da lui presieduta e concelebrata da don Davide Scalmanini e don Stefano Chiapasco. Nella seconda domenica dopo il Natale, il vescovo Maurizio, coadiuvato da quattro giovani che partecipano al viaggio insieme ai loro nonni e i loro zii (Albert, Maria Chiara, Carolina e Tommaso), ha voluto concludere il pellegrinaggio rendendo grazie al Signore nella celebrazione eucaristica, sottolineando la presenza costante di Dio nella nostra vita.

«Capiti quel che capiti, nella serenità come nello sconcerto più inaccettabile, Dio rimane con noi: non andremo perduti proprio come non perdiamo mai quanti ci lasciano». Il riferimento è andato alla tragedia di Capodanno avvenuta in Svizzera a Crans Montana, dove hanno perso la vita diversi giovani. «Così continua l’abbraccio della solidarietà nel dolore, ma ancor più nella fede e nella speranza - ha proseguito il vescovo Maurizio - con i giovani strappati tanto drammaticamente alla vita (non al cuore), come continua l’abbraccio di preghiera ai feriti e ai familiari, con l’appello però a vera responsabilità, a sicurezza e a prudenza nella nostra convivenza onde evitare per quanto a noi possibile tragedie come queste». Con riferimento alla lettura del Vangelo della Seconda domenica dopo Natale, monsignor Malvestiti ha ricordato che «il Verbo, è la vita e la luce venute tra noi». Da qui l’esortazione ad accoglierla «poiché siamo figli, crediamo nel suo nome, sempre riconoscenti per essere stati creati e rigenerati in Cristo alla vita eterna con il Battesimo. È la gloria che il Figlio, pieno di grazia e di verità, ci comunica con il dono dello Spirito. È la fortuna che non possiamo proprio perdere».

All’epilogo del pellegrinaggio l’invito a custodire nel cuore l’esperienza vissuta tra fede e storia in Tunisia «con Maria e i Santi martiri cristiani, soprattutto con sant’ Agostino, che ci ha parlato appassionatamente». «Il vescovo - ha detto monsignor Malvestiti - si fa pellegrino per condividere “da vicino” il cammino verso la Città di Dio (Agostino nel “De Civitate Dei”). La fede parla al tempo dell’Oltre di Dio. È amica del pensiero, della cultura, dell’arte, partendo dalle sue espressioni cristiane continuando senza distinzione tra altre culture e religioni nel rispetto ma annunciando senza timore il Vangelo». La fede non è mai contro la ragione anche se deve andare Oltre. «Compito del vescovo - ha ribadito monsignor Malvestiti - è insegnare e per questo deve sempre ascoltare per ricordare a tutti che la Chiesa è pellegrina tra le consolazioni di Dio e le fatiche della storia». Il Signore dunque «chiede la nostra libertà dandoci la sua grazia». «Così “premiando i nostri meriti corona i doni suoi”, come sant’Agostino insegnava ai suoi fedeli. Il dono sta nel Battesimo, da vivere e da testimoniare, edificando insieme la Città di Dio, la quale cresce e si compirà solo “…nella Carità” (il riferimento è alla lettera pastorale del vescovo Maurizio pubblicata a chiusura del Giubileo nella terza tappa del triennio post sinodale che è partito sulle orme della fede, che ha visto i credenti proseguire come pellegrini di speranza nell’anno giubilare, e si compie ora nel segno della carità ndr). Con i giovani perché Maria e i Santi sono i riflessi più convincenti della giovinezza del Dio dal quale veniamo e che tutti ci attende».

Il vescovo ha invitato quindi i partecipanti al pellegrinaggio, ma di riflesso tutta la comunità ecclesiale lodigiana, alla partecipazione alla Messa domenicale (mai dimenticando la Confessione), e all’esercizio della Carità per dare e ricevere esempio di fedeltà cristiana e sostegno. “Ai” e “dai” giovani per primi». Monsignor Malvestiti, ha fatto dono dell’immagine natalizia da lui autografata, ringraziando don Stefano e don Davide, insieme alla guida locale, Habib, che ha accompagnato i pellegrini nel loro viaggio alla conoscenza della storia e della cultura tunisina. Infine un «arrivederci” alla festa di San Bassiano, patrono di Lodi e della diocesi, e all’incontro serale ormai tradizionale post pellegrinaggio. Il gruppo dei lodigiani tornerà in Italia quest’oggi nel tardo pomeriggio dopo aver percorso le strade del Paese tunisino e dopo aver fatto memoria di una storia gloriosa per il cristianesimo scritta dai Santi Agostino, Cornelio, Cipriano, Perpetua e Felicita.

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