San Colombano: «Don Gnocchi era uno di noi e ha seguito il Vangelo»

L’ANNIVERSARIO Settant’anni era mancato fa il cappellano degli Alpini diventato beato

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A chiusura delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della morte del Beato Don Carlo Gnocchi,che hanno visto anche una partecipatissima marcia della pace, domenica mattina la comunità di San Colombano al Lambro si è riunita per una celebrazione solenne all’insegna della memoria e della devozione. Il corteo, partito dalla casa natale del sacerdote, ha sfilato lungo corso Giuseppe Mazzini, guidato dal Gruppo Folkloristico Musicale di San Colombano. A seguire, i rappresentanti di Caritas, AIDO, Alpini della Sezione Cremona-Mantova, Croce Bianca, Pro loco, i carabinieri, insieme al sindaco Alessandro Granata e ai membri dell’amministrazione comunale, hanno accompagnato i fedeli verso la Chiesa situata nella piazza a lui intitolata. La celebrazione, presieduta da monsignor Ennio Apeciti, postulatore della causa di canonizzazione, ha rinnovato il ricordo del Beato come figura di profonda fede e instancabile carità. «Don Carlo è uno di noi, che ha vissuto secondo il Vangelo - ha affermato Apeciti durante l’omelia - Dio sceglie i beati per darci un esempio da seguire». Il sacerdote ha poi invitato i fedeli a riflettere sul messaggio di attenzione verso i poveri e verso chi soffre, richiamando la vita del Beato tra le periferie di Milano e la sua dedizione agli ultimi.

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