«Siamo polvere ma risorgeremo»

QUARESIMA La celebrazione del Vescovo in Cattedrale

Lodi

Si è aperta con un riferimento alla guerra o, meglio, con un appello alla pace la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri in cattedrale. Il vescovo Maurizio, infatti, ha rivolto la preghiera e lo sguardo al «Figlio di Dio trafitto al cuore sulla Croce per annunciare al mondo che è sempre aperta la porta del segreto eterno che ci svela a noi stessi». «Viviamo un periodo di tribolazioni decisive per l’esistenza, come le guerre, che uomini e donne gestiscono malamente per via di progetti egoistici, ingiusti e disumani – ha detto il vescovo durante l’omelia -. Ma la porta aperta di questo segreto eterno rende tenace la speranza nel perdono e nell’indulgenza di un Padre che crede nella concordia e nella pace». Concordia e pace che emergono, simbolicamente, anche dalla coincidenza fortunata che vedrà cattolici, ortodossi e protestanti, quest’anno, celebrare la Pasqua nella stessa domenica, proprio nell’anniversario di quel Concilio di Nicea che, nel 325, riunì i padri del Cristianesimo alla ricerca di un’unica Pasqua. Un’unica Pasqua che chiama alla consapevolezza di essere figli di «un’unica sorgente nell’amore, nella vita, nella comunione trinitaria». Con l’inizio della Quaresima, l’invito è quindi quello di «rientrare in noi stessi, dando respiro alla coscienza, l’unica in grado di giudicare la buona salute della nostra libertà». Una libertà che è insidiata dal peccato che «tradisce blandendo le nostre illusioni e fragilità, mentre nessuna finzione potrà appagarci».

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